Oltre 5.000 cani randagi sarebbero stati soppressi in una cittadina cinese per contenere il pericolo della rabbia. È quanto riporta un’agenzia locale, Xinhua, poi ribattuta da tutte le altre testate occidentali. La decisione deriverebbe dalla morte di 5 persone, tutte contagiate dalla pericolosa zoonosi.

Il tutto sarebbe successo a Baoshan, nella provincia sud-occidentale di Yunnan, dove vi sarebbero stati diversi contagi dal cane all’uomo di rabbia. Circa 5.000 randagi sarebbero stati soppressi, mentre 100.000 altri esemplari – compresi anche quelli domestici – sarebbero stati sottoposti all’adeguata profilassi di vaccinazione. L’intervento si sarebbe reso necessario a seguito del decesso di cinque persone, una lo scorso luglio e quattro ad agosto. Sebbene la rabbia non sia un’infezione particolarmente frequente nella zona, la malattia è mortale sia per gli animali che per l’uomo, poiché danneggia irrimediabilmente il sistema nervoso.

Non è la prima volta che in Cina vengono adottate misure così drastiche, ma a quanto pare inevitabili date anche le condizioni igienico-sanitarie di alcune località: nel 2006, ad esempio, sono state 16 le vittime contagiate dai quadrupedi, con la conseguenze soppressione di moltissimi esemplari in libertà. Alcune associazioni animaliste locali, tuttavia, da anni sostengono come le misure di contenimento debbano essere preventive con la vaccinazione e la sterilizzazione, per evitare vere e proprie mattanze.

La rabbia, un virus ormai raro nelle nazioni occidentali e nei centri urbani, viene trasmesso all’uomo a causa del contatto ravvicinato con un animale infetto, spesso tramite un graffio o un morso poiché alte concentrazioni del virus sono presenti nella saliva. I cani, così come le volpi, sono fra gli animali più frequentemente coinvolti. In Europa, tuttavia, per gli amici a quattro zampe il rischio è ridotto al minimo, pur non essendo l’agente completamente debellato: dal 1977 a oggi, sarebbero poco meno di 20 i cani contagiati. Per gli animali selvatici, invece, da decenni vengono messe in atto delle estensive campagne di vaccinazione, con appositi bocconi lasciati strategicamente in boschi e spazi verdi per proteggere proprio volpi e altri esemplari.

8 settembre 2014
Fonte:
CNN
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