È balzata rapidamente sul Web, così come riporta il TgCom, un provvedimento di caccia in quel del Trentino. Ed è già polemica e sgomento fra animalisti e cacciatori di tutta Italia, nonostante l’intervento sia stato richiesto proprio dagli attivisti. A destare il malumore è una norma inserita nel regolamento del Comitato faunistico provinciale, con cui si spiegano le modalità per uccidere gli esemplari di capriolo.

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Uccidere prima i cuccioli e poi la madre: è questa la regola voluta per la caccia del capriolo e dei cervi, pensata per evitare che i piccoli “soffrano la morte dei genitori”, proprio come succede nel film Bambi della Disney. Una decisione supportata da Adriano Pellegrini del Pan Eppaa, il quale ha così commentato sottolineando come il rappresentante del WWF stesso abbia votato per la stessa clausola:

«L’ho chiesto da animalista».

I cacciatori sono però contrari e, con essi, anche buona parte dell’opinione pubblica che nelle ultime ore sta discutendo sui social network. Gianpaolo Sassudelli, presidente dell’associazione cacciatori trentini, infatti sostiene come un simile provvedimento «ci porterà problemi».

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Difficile, senza ulteriori dati alla mano, esprimere un giudizio sulla bontà dell’iniziativa. È vero che gli animalisti dovrebbero, così come tanti utenti ricordando in Rete, puntare all’eliminazione della caccia ed evitare che ogni singolo esemplare venga ucciso. Altrettanto vero, però, che un cucciolo privo dei genitori ha scarse possibilità di sopravvivenza se solo in natura, presto vittima di altri animali predatori o destinato alla morte per fame perché incapace di procurarsi il cibo autonomamente. Le polemiche non sono destinate a cessare, nei prossimi giorni se ne saprà sicuramente di più.

11 marzo 2013
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