Uccelli migratori: 2,8 milioni uccisi dai bracconieri a Cipro

Uccelli migratori preda dei bracconieri nell’isola di Cipro. Oltre 2,8 milioni di esemplari abbattuti durante la stagione venatoria, molti dei quali appartenenti a specie protette e quindi teoricamente esclusi dalla caccia. La pratica però sembra lontana dalla carta, come appare altrettanto assente ogni organo di controllo dell’autorità cipriota.

Uccelli migratori a rischio, la denuncia da parte degli animalisti ciprioti di BirdLife Cyprus, che hanno reso noti i dati di quella che appare come una vera e propria strage e su cui sostengono gravi il colpevole silenzio delle autorità di Cipro. Capinere, fringuelli, beccamoschini e upupe tra i più bersagliati dai cacciatori di frodo, catturati per essere poi presentati come piatti speciali nei menu locali.

Inutilmente crudele poi la tecnica di cattura dei volatili: reti a maglie strette distese tra gli alberi o rami intrisi di materiali viscosi nascosti tra i cespugli. L’effetto ottenuto è che la piccola preda muoia di fame e stenti senza alcuna possibilità di liberarsi. Metodi condannati dalla legge cipriota, ma sui quali le autorità locali sembrano indulgere fin troppo secondo gli attivisti di BirdLife Cyprus:

Purtroppo, i dati del 2011 rivelano un quadro completamente in contraddizione con le decisioni di quella Conferenza ed occorre adottare misure immediate per fermare la cattura illegale degli uccelli.

Il riferimento è alla Conferenza europea sul bracconaggio dei volatili, svoltasi proprio a Cipro lo scorso luglio. Nulla sembra essere cambiato se non in negativo, con un aumento degli esemplari di migratori uccisi praticamente raddoppiato. In una nota congiunta il CABS (Comitato contro lo sterminio dei volatili) e il gruppo FOE (Amici della terra) di Cipro hanno reso noto come dei loro volontari, a dispetto delle promesse e rassicurazioni del governo cipriota, abbiano ritrovato quasi 4.000 trappole con vischio, a maglie invisibili o con richiami elettronici nel distretto di Famagosta.


Le stesse organizzazioni CABS e FOE rivelano poi come diverso sia l’andamento nelle varie regioni dell’isola, segnale sostengono che dietro l’aumento sconsiderato di uccelli migratori abbattuti possano esserci motivazioni politiche a livello locale:

Questo è deludente, in quanto una più stretta cooperazione avrebbe portato al sequestro di un maggior numero di trappole e a piu’ processi contro i bracconieri, oltre che a scoraggiare le aggressioni fisiche ai danni degli ambientalisti impegnati nella ricerca delle trappole e delle reti su tutta l’isola.

2 marzo 2012
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Roby, mercoledì 29 maggio 2013 alle7:26 ha scritto: rispondi »

Mi felicità ogni singolo disastro naturale, subito da simili esseri non meritevoli d'essere definiti umani.

Lascia un commento