Prime significative aperture a sostegno del servizio Uber in Italia. Il sistema di noleggio con conducente non professionista, gestito tramite la app Uber-Pop, di recente ha visto lo stop da parte dei giudici in seguito alle proteste dei tassisti. Ora però la partita sulla mobilità condivisa potrebbe riaprirsi in maniera inaspettata.

L’Autorità dei Trasporti è intervenuta sul tema della nuova mobilità urbana valutando quelle che sono le caratteristiche e le potenzialità di nuovi sistemi. Come appunto la stessa Uber, il cui servizio sembrerebbe all’origine di tale:

Indagine sul recente diffuso utilizzo di tecnologie informatiche applicate in modo innovativo alla mobilità delle persone e sui suoi effetti sia sulla domanda e sui comportamenti degli utenti che sul fronte della offerta dei servizi di autotrasporto di persone non di linea.

La crescente richiesta, soprattutto tra i giovani, di mobilità sostenibile condivisa e flessibile imporrebbe quindi un approccio differente rispetto a quanto stabilito dai giudici del Tribunale di Milano, che hanno imposto lo stop a Uber. Come ha sostenuto la stessa Autorità dei Trasporti in una comunicazione, rivolta a Governo e Parlamento, risulterebbe ormai necessario:

Dare un adeguato livello di regolazione alle emergenti formule del trasporto non di linea diverse dai servizi di taxi e Ncc basate su piattaforme tecnologiche che offrono servizi di intermediazione su richiesta e con finalità commerciale.

Questo dovrebbe avvenire attraverso l’introduzione di:

Obblighi specifici attinenti a piattaforme, a requisiti del conducente, alla qualità e alla sicurezza del servizio.

Una notizia accolta con favore dai rappresentanti dell’azienda. Attraverso la General Manager di Uber Italia Benedetta Arese Lucini è stata espressa soddisfazione per tale orientamento:

Riflette perfettamente il nuovo assetto del trasporto pubblico e incoraggia nuove soluzioni di mobilità, come per esempio Uber.

5 giugno 2015
Lascia un commento