Tutelare la natura non è solo un vantaggio per l’ambiente, ma anche per noi stessi. È possibile quantificare il beneficio economico che i servizi ecosistemici offrono: lo ha fatto il WWF, che ha fornito i dati al progetto europeo “LIFE+ MGN” (Making Good Natura) esposto venerdì 12 giugno ad Expo 2015 durante il convegno “Dare Valore alla Natura – I Servizi ecosistemici per nutrire il pianeta” svoltosi all’auditorium di Palazzo Italia con la partecipazione del Vice Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Andrea Olivero.

LIFE+ MGN è stato realizzato con un ampio parternariato. Principale partner è stato il CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente) ed è stato cofinanziato dal Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali e dal Ministero per l’Ambiente.

Scopo del progetto è quello di sviluppare nuovi percorsi di “governance ambientale” per la tutela dei sistemi agroforestali e di elaborare forme di valutazione biofisica qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici nei siti della Rete Natura 2000. Le stime sono di 2 miliardi di euro in totale, ovvero 3.000 euro per abitante, un beneficio economico prodotto solo dai 135 mila ettari di natura protetta che è stata presa in esame.

Di che tipo di benefici si parla? Si tratta di acqua potabile, legname, risorse medicinali, regolazione della qualità dell’aria, stoccaggio del carbonio, biodiversità, paesaggio, fertilità del suolo, turismo e perfino esperienza spirituale. Sono solo alcuni esempi di servizio che la natura ci garantisce in modo gratuito, che sono essenziali per il nostro benessere e che per questo dobbiamo tutelare come nostro diritto.

Oggi fanno parte della Rete Natura 2000 il 18% del territorio europeo (1 milione di chilometri quadrati) e il 4% dei siti marini (250 mila chilometri quadrati). Sono 27.000 le aree protette da norme comunitarie, che mettono sotto la loro tutela anche mille specie di uccelli, farfalle, cervi, lupi, orsi, ma anche alberi e fiori. Questa normativa è stata un’efficace barriera contro la perdita di biodiversità, anche se ancora oggi il 60% degli animali e delle piante europee e il 77% degli habitat sono in pericolo.

Paradossalmente in questo momento storico le direttive “Habitat” e “Uccelli” sono sotto un attacco politico che, come scrive in una nota il WWF Italia:

Rischia di far prevalere gli interessi economici di una minoranza sulla tutela di un bene comune.

Anche per questo è partita la campagna “Allarme Natura!”, promossa da centinaia di associazioni ambientaliste, tra cui il WWF: si chiede ai cittadini europei di partecipare alla Consultazione popolare on-line che durerà sino al 24 luglio e che deciderà il destino della tutela della natura in Europa (all’indirizzo wwf.it/keepnaturealive.cfm). Accorato l’appello di Fulco Pratesi, presidente onorario e fondatore del WWF Italia:

Le norme europee sull’ambiente sinora sono state una barriera all’ulteriore deturpazione del nostro territorio e alla progressiva perdita del patrimonio naturale. Chiediamo che si difenda con forza questo patrimonio comune che è la vera ricchezza dei Paesi europei, Italia in testa visto che è qui che c’è la più ricca biodiversità d’Europa.

15 giugno 2015
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WWF
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