WWF e Marina Militare insieme per la campagna “Mediterraneo“, una campagna di sensibilizzazione che vuole far conoscere agli italiani il “Mare Nostrum” e sollecitare alla sua tutela. Il mar Mediterraneo avrebbe bisogno di 80-90 anni per un ricambio delle acque superficiali e 7.500 anni per smaltire tutto l’inquinamento che l’uomo, soprattutto con le attività industriali e petrolifere ha prodotto in questa importante risorsa.

Queste le cifre esposte da Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia, per un mare che non sta dietro alle nostre ambizioni di sviluppo economico e alle nostre abitudini consumistiche. Così la nave scuola Palinuro della Marina partirà giovedì 11 giugno da Venezia nell’ambito di EXPO Venice Acquae per arrivare a Montecarlo, dove il viaggio terminerà il 14 settembre.

Un percorso di 8.000 chilometri lungo le coste italiane, per svelare la bellezza e l’importanza di questo mare che ha visto nascere la nostra civiltà, e che è tuttora una riserva di biodiversità da tutelare e valorizzare con un turismo sostenibile. Le tappe saranno 5:

  1. Venezia – 11-14 giugno
  2. Ortona – 27-28 giugno
  3. Catania – 4-5 luglio
  4. Livorno – 11-12 luglio
  5. Montecarlo – 10-14 settembre

Si parte da un evento collegato ad Expo 2015 e da un porto simbolo del segno lasciato dall’inquinamento industriale (Marghera), dal quale la laguna sta cercando di riprendersi. Si arriverà con le ultime due tappe alle porte del Santuario Pelagos, habitat principale delle balenottere comuni, dei capodogli e delle stenelle, istituito 16 anni fa, ma ancora a rischio a causa dell’inquinamento e di un traffico navale che risulta altamente impattante.

Già a marzo il WWF, insieme ad altre 16 associazioni aveva lanciato un appello agli Stati firmatari che avevano siglato l’impegno internazionale (Francia, Italia e Principato di Monaco) affinché fosse rispettato e quest’area potesse diventare protetta non solo sulla carta, ma anche nei fatti.

Lo ribadiscono in questa occasione e alla voce si unisce la Marina Militare con la quale l’associazione del Panda porta avanti questa iniziativa da 3 anni. Da molto prima risale però la collaborazione, 37 anni, dai tempi della campagna “Il mare deve Vivere” e della nave Amerigo Vespucci. Altro punto dolente nel nostro mare sono le microplastiche, come spiega Marco Costantini:

Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista scientifica PLOS one c’è un rifiuto plastico ogni 4 metri quadrati di mare Mediterraneo, sia come piccoli frammenti che come oggetti più grandi (contenitori, sacchetti, etc); una massa inquinante stimata tra le 1.000 e le 3.000 tonnellate e comparabile con le grandi “isole di plastica” galleggianti osservate negli Oceani.

È anche da questo che dobbiamo salvare il mar Mediterraneo. Donatella Bianchi, presidente di WWF Italia, racconta invece delle radici della nostra storia che risiedono proprio in questo mare, motivo per cui risulta ancora più prezioso per noi, elemento da cui siamo partiti e al quale dobbiamo ritornare:

È il Mare Nostrum culla delle più grandi civiltà del passato e regno della biodiversità del presente a chiederci aiuto.

È un mare relativamente piccolo, intensamente popolato, sintesi di culture, paesaggi, architettura, cibo e contaminazioni tra Oriente e Occidente.

L’iniziativa prevede che in tutti i moli di attracco e a bordo della nave ci siano stand con materiali informativi, e sarà possibile realizzare un “selfie” assieme alla balenottera comune, anche se presente solo come sagoma sulla banchina.

La campagna inoltre si svilupperà anche sui social con l’hashtag #myBlueMed e per tutta l’estate sui profili del WWF verranno postate foto e informazioni delle aree più belle che si affacciano sul mar Mediterraneo e saranno presenti gli aggiornamenti relativi alle iniziative sul tema della tutela del mare realizzate dall’associazione.

10 giugno 2015
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mare | wwf
Fonte:
WWF
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