Venezia, la città più romantica del mondo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, praticamente un museo a cielo aperto, rischia di essere devastata dalle orde di turisti incivili che affollano le sue rive soprattutto nel periodo estivo. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia propone una soluzione “sportiva” per risolvere questo annoso problema: applicare una sorta di DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive).

Ebbene sì, si dovrebbe fare come nello sport: allontanare per sempre da Venezia chi ha creduto di poterla utilizzare per esempio come latrina pubblica. Zaia spiega:

DASPO che significa che se io ti pizzico che fai la pipì o fai qualcos’altro ancora di peggio in una città che è un museo e che è Patrimonio dell’Umanità, ci teniamo il tuo nome e cognome e tu non ti avvicini più a Venezia.

La proposta arriva dopo una serie di vicende che nelle ultime settimane hanno fatto parlare e hanno scandalizzato veneziani e non solo. Per citarne alcune: vari personaggi immortalati mentre espletano i propri bisogni corporali nelle fontane o nelle calli della città, moltissimi che banchettano per terra, accampati alla bell’e meglio, soprattutto in Piazza San Marco, molti altri che girano in costume pronti per un tuffo caratteristico da San Marco o in Canal Grande.

Basti pensare alla vicenda del turista neozelandese piombato dal ponte di Rialto su un taxi dopo aver azzardato uno spericolato “tuffo” e che ora versa in gravi condizioni.

Anche i cittadini (sempre meno perché sempre più b&b si stanno sostituendo alle abitazioni) si stanno ribellando, esasperati dalla situazione. Hanno cominciato ad appendere per le calli dei cartelli contro i turisti, considerati dei maiali e sicuramente non i benvenuti.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro era intervenuto pochi giorni fa e aveva invocato poteri speciali per colpire i peggiori cafoni con una notte in cella. Zaia vede la bellissima città come un patrimonio che tutti hanno il diritto di vedere e godere, ma nel rispetto della sua importanza e fragilità, come nel rispetto dei suoi cittadini:

La mia posizione è da sempre quella di non pensare a una Venezia necessariamente dedicata a un turismo vip di alta qualità, bensì aperta anche a ragazzi e operai, che hanno lo stesso diritto di visitarla dei magnati russi o degli sceicchi.

Per questo pensa che sarebbe opportuno e possibile controllare tutte le prenotazioni on line affinché non superino i numeri massimi di tolleranza. Non sarebbe un modo per ridurre i flussi turistici, ma semplicemente di regolarli, altrimenti questo patrimonio di inestimabile valore rischia di essere compromesso per sempre.

24 agosto 2016
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I vostri commenti
fausto, mercoledì 24 agosto 2016 alle16:06 ha scritto: rispondi »

Io proporrei di controllare i prezzi praticati dagli esercenti veneziani che sono inavvicinabili per i turisti anche per usufruire dei semplici servizi igienici.

Turista_non_per_caso, mercoledì 24 agosto 2016 alle16:01 ha scritto: rispondi »

E se invece di propinare le solite multe che in fondo lasciano sporco quanto sporcato e la pulizia non si ripaga certo col loro valore, perchè non adibire/adattare alcuni locali dei piani strada delle costruzioni di Venezia (ovviamente ove possibile e nelle zone di maggior traffico pedonale-turistico) con bagni pubblici dati in gestione a privati ove collocare senza distinzioni di sesso 2-3 postazioni wc, 1 postazione lavaggio mani e perchè no 1-2 postazioni doccia portarifiuti differenziati il tutto con ingresso a pagamento simbolico per ognuno dei servizi offerti e presenza di personale per la custodia e la pulizia. Insomma cercare di organizzare una risposta intelligente ad un comportamento individuale comunque riprovevole...

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