La sostenibilità ambientale del turismo non è più un dettaglio accessorio di cui gli operatori turistici possono fare a meno. Gli italiani, infatti, sono sempre più attenti a questo aspetto mentre, nel frattempo, alberghi e strutture ricettive devono iniziare a fare i conti con gli obiettivi europei del risparmio energetico e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Di ecoturismo ed ecovacanze si è parlato venerdì scorso al convegno “Turismo Verde e Alberghi, costi e benefici della green economy” organizzato dalla Provincia di Roma e da FederAlberghi Roma. Durante il convegno è stato presentato uno studio realizzato dalla società di marketing Barometro, dal quale emerge il reale interessamento dei turisti italiani all’ambiente.

A parità di prezzo, ad esempio, il 68% degli italiani preferisce una struttura a basso impatto ambientale. Il 27,3% la sceglie sempre e comunque. Questo vuol dire, tradotto in economia, che se un albergo investe nel risparmio energetico, nella bioedilizia e nelle fonti rinnovabili (e lo fa sapere ai suoi potenziali clienti) ha molte più probabilità di essere scelto. Come mostrano anche le previsioni 2012 sull’ecoturismo in Italia: 11 miliardi di fatturato.

Sempre dallo studio Barometro emerge che il 48,6% degli intervistati considera il rispetto dell’ambiente come una importante opportunità di crescita per il turismo, allo stesso tempo, appena il 37,5% si informa sul grado di attenzione all’ambiente dell’hotel.

Ma come si identifica un albergo ecologico? Secondo i clienti intervistati un albergo è da considerarsi ecologico quando mette in atto almeno una di queste buone pratiche:

  • uso delle energie rinnovabili (51%);
  • menù locali e bio (28%);
  • bioarchitettura (26%);
  • impianti per il risparmio di elettricità (23%);
  • certificazione ecologica (18%);
  • risparmio idrico (15%).

Il resto della ricerca di Barometro per FederAlberghi Roma lo trovate nelle slide.

14 maggio 2012
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