L’inquinamento ambientale incide in maniera netta sul rischio tumori. In questa direzione sembra muoversi lo studio realizzato dal Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), che hanno analizzato l’incidenza delle patologie tumorali nei pressi dei SIN (Siti di Interesse Nazionale). Si parla nei dati preliminari di un pericolo maggiore del 9% per gli uomini e del 7% per quanto riguarda le donne.

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I siti italiani a rischio inseriti nella lista SENTIERI sarebbero lo studio una pericolosa aggravante del rischio tumori, determinando in tal senso un importante riconoscimento della connessione tra inquinamento ambientale e patologie cancerogene. Come spiega Stefano Ferretti, ex segretario nazionale Airtum:

Questo studio analizza moltissime variabili che puntano a valutare se ci sia un rapporto tra inquinamento ambientale in determinate aree e lo sviluppo di tumori. È come sovrapporre due mappe, quella dei siti contaminati e quella dei casi di cancro, per verificare se e dove coincidono.

Quello che sappiamo oggi, in base agli esiti preliminari, è che in certe zone, già considerate “a rischio” perché inquinate (i SIN appunto), si registra in effetti un aumento dei casi di cancro. Avere queste informazioni e conoscere queste dati è utile alle autorità per la tutela della salute, che hanno così conferme statistiche su quanto accade in determinati territori.

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I numeri per quanto preliminari possono già mostrare una chiara indicazione del fenomeno. I circa due milioni di individui che compongono la popolazione oggetto di studio hanno visto il manifestarsi di forme tumorali in 57.391 uomini e 49.058 donne, equivalenti appunto al 9% e al 7% dei casi. I soggetti maschi hanno presentato un numero sopra la media di tumori a prostata, testicolo ed encefalo, mentre le donne era più soggette del normale al cancro alla mammella e al sistema lindo-emopoietico.

I dati finali dello studio saranno resi noti entro la fine del 2013. Nel frattempo Pietro Comba, Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell’ISS sottolinea come sia fondamentale approfondire quanto l’inquinamento ambientale incida nei fatti sull’incremento delle patologie tumorali:

Tutti i tumori considerati possono essere causati da numerosi e diversi agenti attinenti sia all’ambiente, sia all’alimentazione e agli stili di vita. Quindi, per comprendere a fondo il significato di questi dati, è necessario confrontarli con altre due variabili: i dati di caratterizzazione ambientale, che indicano il livello di contaminazione delle diverse matrici (aria, acqua e suolo), e quelli cosiddetti di esposizione, che esprimono quanto la popolazione sia stata esposta a possibili fattori di rischio.

Le analisi sono in corso e i loro risultati verranno pubblicati insieme con le conclusioni generali dello studio. Le risposte che verranno da queste indagini saranno importanti per le future elaborazioni dei rischi secondo Emanuele Crocetti, segretario in carica di Airtum:

Solo quando tutte queste informazioni saranno complete sarà possibile valutare pienamente quanto le condizioni ambientali incidano realmente sia sull’aumento del rischio di ammalarsi di alcuni tipi di tumore, sia sulla diminuzione dell’incidenza di altri, per esempio, nel caso dei tumori gastrici.

10 maggio 2013
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