Nessuna connessione accertata tra smaltimento dei rifiuti e danni alla salute. Questa la conclusione di un’apposito studio epidemiologico condotto in Campania, presentato ad Aversa dal ministro della Salute Renato Balduzzi, per verificare possibili netti tra le pratiche di gestione dell’immondizia e il presunto aumento di malattie nei cittadini campani, in particolar modo di quelle tumorali.

>>Leggi le proposte di Balduzzi per il problema amianto in Italia

Il ministro Balduzzi si è detto sorpreso dalle forti contestazioni di cui è stato oggetto a conclusione del convegno di Aversa, durante il quale lo stesso responsabile per la sanità pubblica aveva reso noti i risultati dello studio condotto in Campania:

Ad oggi dagli studi non risulta un nesso causale accertato fra lo smaltimento dei rifiuti e la ripercussione sulla salute, ma potenziali implicazioni sulla salute non possono essere esclusi.

Ad aver influito sulle conclusioni di “non correlazione accertata” da parte dei responsabili dello studio sembra sia stata soprattutto la mancanza di dati riferiti alle attività illecite e ai roghi abusivi, proprio quello verso cui puntano l’indice i cittadini campani e che ha portato alle forti contestazioni al ministro Balduzzi. Secondo quanto contenuto nel rapporto:

Pochi lavori si sono occupati di pratiche illecite di smaltimento dei rifiuti, urbani e/o speciali, quali l’abbandono e la combustione incontrollato.

Nelle conclusioni si indicano infine alcune pratiche da adottare per contribuire alla risoluzione del problema, partendo innanzitutto da una maggiore conoscenza del fenomeno e una più puntuale attività di prevenzione attraverso controlli periodici:

Una raccolta sistematica di informazioni; la promozione di corretti stili di vita; la prevenzione e il potenziamento delle campagne di screening, ma con un occhio anche all’accesso alle cure e i percorsi diagnostico-terapeutici e riabilitativi, soprattutto per le fasce povere della popolazione.

9 gennaio 2013
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento