I grassi acidi omega-3 possono essere un valido aiuto nelle terapie per ridurre i tumori al pancreas. A dirlo è un articolo pubblicato sulla versione on line della rivista Journal of Parenteral and Enteral Nutrition (JPEN), l’organo di informazione dell’American Society for Parenteral and Enteral Nutrition (ASPEN). Lo studio, condotto da ricercatori provenienti dall’University Hospitals di Leicester, Regno Unito, ha analizzato 50 pazienti affetti da carcinoma pancreatico avanzato.

Gli omega-3, che si trovano prevalentemente nel pesce e nei crostacei, sono una sottoclasse di acidi grassi appartenete alla categoria dei grassi polinsaturi, così come gli omega-6. Numerose ricerche, negli ultimi anni, hanno sottolineato l’importanza della presenza dei grassi acidi, o “trans fatty acid”, nella dieta.

I pazienti affetti da tumore ed esaminati dallo studio inglese hanno ricevuto 1.000 mg di gemcitabina a settimana, un farmaco chemioterapico antineoplastico, seguita da una dose fino a 100 g di omega-3 e una settimana di “riposo”. Il metodo è stato ripetuto fino a sei cicli.

Secondo i risultati dopo il trattamento i ricercatori hanno rilevato non solo prove di tassi di risposta alla malattia, ma anche una certa stabilizzazione della stessa e la riduzione del volume di metastasi al fegato. Inoltre, più in generale, i ricercatori hanno riscontrato una migliore qualità della vita nel gruppo di pazienti esaminati.

Questo è il primo studio ad utilizzare gli acidi grassi omega-3 combinati ad un agente chemioterapico in una situazione di malattia comprovata, ma i ricercatori inglesi ritengono che i risultati della ricerca siano abbastanza incoraggianti da portare ad ulteriori analisi più approfondite.

29 luglio 2015
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