L’ossigeno potrebbe aumentare il rischio di tumore ai polmoni. Secondo alcuni ricercatori della University of Pennsylvania e della University of California di San Francisco la respirazione, indispensabile alla vita, del gas attiverebbe meccanismi nocivi dagli esiti potenzialmente cancerogeni.

Respirare ossigeno quindi mostrerebbe un duplice effetto per la salute dell’uomo. In particolare gli sviluppi negativi si verificherebbero quando il gas viene utilizzato per la trasformazione degli alimenti in energia per il corpo, processo dal quale vengono generati sottoprodotti che possono favorire lo sviluppo di tumori: i radicali liberi dell’ossigeno.

Questi sottoprodotti tendono a modificare la struttura stessa del DNA, causando quindi la mutazione delle cellule in strutture cancerose. Per analizzare tali effetti sono stati analizzati nello studio condotto dal Prof. Kamen Simeonov, University of Pennsylvania, e dal Prof. Daniel Himmelstein, University of California di San Francisco, i casi di tumore ai polmoni occorsi in circa 250 contee statunitensi dell’ovest situate ad altitudini differenti.

Dai risultati ottenuti è emerso come i casi di tumore ai polmoni siano diminuiti in media di 7,23 ogni 100 mila abitanti per ogni aumento di 1.000 metri nell’altitudine della località, a cui corrisponde come di norma una minore concentrazione di ossigeno nell’aria. Un collegamento non registrato invece per quanto riguarda altre patologie tumorali come ad esempio quella al seno o all’intestino, dato che ha indotto i ricercatori a ritenere che nel processo di inalazione risiedesse il fattore scatenante della forma tumorale.

Durante lo studio sono stati analizzati anche l’esposizione ai raggi del sole e il fattore inquinamento, entrambi soggetti a variazione in relazione al cambio di altitudine. Quest’ultima giocherebbe quindi un ruolo importante nel processo, che vedrebbe tuttavia nell’ossigeno il principale indiziato seppur non un colpevole certo. Come concludono gli stessi ricercatori statunitensi:

Leggendo i nostri risultati dietro la lente della letteratura, l’ossigeno atmosferico emerge come il colpevole più probabile. Nel complesso i nostri risultati suggeriscono la presenza di un agente cancerogeno inalabile e inversamente collegato all’altitudine.

14 gennaio 2015
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I vostri commenti
piero, giovedì 15 gennaio 2015 alle9:33 ha scritto: rispondi »

Se non ho capito male io, sembra esattamente il contrario. Infatti quanto più si sale in montagna tanto diminuisce l'ossigeno presente nell'aria. E quindi l'aria di montagna è più indicata per allontanara il rischio di tumore ai polmoni.

Silvano Ghezzo, mercoledì 14 gennaio 2015 alle20:46 ha scritto: rispondi »

Morale : Non andate ad ossigenarvi in montagna o nella brezza marina, aria " troppo pura ", invece una bell'aria cittadina mista a smog risulta un "toccasana" per i polmoni e per il portafoglio. Meditate gente, meditate.

Carla, mercoledì 14 gennaio 2015 alle15:32 ha scritto: rispondi »

Azzardo un'ipotesi : non è che invece della rarefazione dell'ossigeno, sia la mancanza di inquinamento che si respira nelle alte quote a proteggere i polmoni dalle patologie citate ?

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