Gli attivisti di Greenpeace hanno inscenato ieri una protesta a Bruxelles per ribadire la loro contrarietà al TTIP, il trattato commerciale tra l’Unione Europea e gli USA. Un gruppo di 30 attivisti si è incatenato al portone d’ingresso del centro conferenze che ospita le trattative tra le autorità europee e statunitensi.

Nel frattempo alcuni climber si sono arrampicati sull’edificio esponendo un banner che rappresenta simbolicamente il TTIP come un vicolo cielo per l’Unione Europea. In un comunicato l’associazione ambientalista ha criticato la decisione delle autorità europee di discutere a porte chiuse un trattato così importante per la salute pubblica e l’economia comunitaria.

Secondo la responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Federica Ferrario il TTIP mette in pericolo la filiera agroalimentare europea, permettendo l’ingresso di OGM e pesticidi da Oltreoceano. Dal trattato trarrebbero vantaggio soltanto le multinazionali, legittimate a decidere sulla vita di milioni di persone:

Questo accordo non riguarda il commercio, bensì il trasferimento di potere decisionale dalle persone alle grandi multinazionali. Quelle che la Commissione Europea chiama barriere al commercio sono di fatto misure di sicurezza che tengono lontani OGM e pesticidi dal cibo che mangiamo e le sostanze tossiche dall’aria che respiriamo.

Lo schema messo a punto dalla Commissione Europea noto come Investment Court System (ICS) tutelerebbe gli interessi degli investitori. I poteri attribuiti alla corte speciale allarmano Greenpeace.

La Corte avrebbe l’ultima parola sulle corti nazionali; potrebbe ammettere al suo interno membri incaricati dalle multinazionali; influenzare le politiche degli Stati membri; scoraggiare l’approvazione di leggi a tutela della salute pubblica e delle economie locali.

Andrea Carta consigliere legale della Greenpeace European Unit non ha dubbi: la Corte speciale rappresenta una grave minaccia per la democrazia. Le multinazionali devono adeguarsi alle normative comunitarie come tutti. Greenpeace invita le autorità europee a rispettare la volontà dei cittadini europei, ricordando che migliaia di persone hanno firmato la petizione contro il TTIP.

23 febbraio 2016
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I vostri commenti
mexsilvio, martedì 23 febbraio 2016 alle19:34 ha scritto: rispondi »

negli US. e' un diritto sancito , che su quello che si paga si ha il diritto di sapere di cosa e' fatto , e di che provenienza e' ..!!! altrimenti e' dittatura peggio del nazismo ..??

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