Sembrano essersi chiude in via definitiva le porte per un accordo tra UE e USA sul TTIP. A sottolineare il sostanziale fallimento delle discussioni è la Germania di Angela Merkel, che ne dà notizia attraverso il ministro tedesco dell’Economia e vicecancelliere Sigmar Gabriel.

A spingere la Germania verso una posizione così netta riguardo il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) sono stati diversi fattori, dalla crisi economica alla Brexit, passanto per le forti spinte populiste presenti su entrambe le sponde dell’Atlantico e l’imminenza di elezioni in molti dei Paesi coinvolti. Come ha tuttavia lasciato intendere Gabriel vi sarebbe stata anche una “stasi” dovuta ad alcune difficoltà nei rapporti tra UE e USA:

I negoziati con gli Usa sono de facto falliti, perché noi europei non ci vogliamo assoggettare alle richieste americane. Le cose su questo fronte non si stanno muovendo e non ci sarà più alcun passo avanti.

Su questo fronte la stessa Hillary Clinton avrebbe accolto con favore le parole tedesche, malgrado fosse in origine tra i primi sostenitori dell’accordo UE-USA, che priverebbero l’opposizione interna legata a Sanders e il rivale Repubblicano Trump di un prezioso elemento a proprio favore.

Una notizia che non potrà che essere ben accolta da Greenpeace e dai molti ambientalisti che fin dall’inizio della discussione sul TTIP non hanno risparmiato dure critiche verso il trattato. Come aveva sottolineato la stessa associazione pochi mesi fa, con evidenti riferimenti anche all’accordo tra UE e Canada noto come CETA:

Accordi come TTIP e CETA minacciano seriamente la tutela dell’ambiente e della salute su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il CETA prevede un sistema di arbitrato privilegiato che potrebbe consentire alle multinazionali di citare in giudizio i governi, eludendo i sistemi giudiziari esistenti in Canada e nell’Unione europea.

Le aziende canadesi – ma anche le sussidiarie canadesi di multinazionali – potrebbero usare questo sistema per tutelare i loro interessi, mentre i cittadini e le aziende locali ne sarebbero esclusi. Un sistema analogo è in fase di negoziazione anche per il TTIP.

29 agosto 2016
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