È stata rifiutata la diretta streaming dei colloqui ministeriali di oggi sul TTIP e sul CETA. A presentare la richiesta di maggiore trasparenza per quanto riguarda le trattative sui due accordi commerciali, rispettivamente con USA e Canada, gli attivisti di Greenpeace e altre voci della società civile.

A rendere nota la decisione del Consiglio UE la stessa Greenpeace, che sottolinea come i colloqui in oggetto siano stati programmati per “decidere se i parlamenti nazionali saranno autorizzati a ratificare il CETA prima della sua applicazione”. Sul tavolo anche nuovi incontri sul TTIP. Come ha sottolineato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia:

Ancora una volta ai cittadini dell’Unione europea viene negato l’accesso alle informazioni su accordi commerciali che potrebbero avere un impatto enorme sulle nostre vite e per la nostra democrazia.

Anche se i negoziati commerciali sul TTIP dovessero fallire, il CETA potrebbe fungere da apriporta per le multinazionali e permettere loro di sfidare le norme UE in tutti i settori, da quelle sul cibo a quelle sulla salute pubblica.

Sul TTIP la stessa Greenpeace era intervenuta nei giorni scorsi pubblicando i “TTIP-leaks“, documenti che contenevano 12 capitoli dei testi negoziali più una note UE sull’andamento delle trattative.

Entrambi gli accordi metterebbero a rischio, non soltanto entro i confini dell’Unione Europea, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, come sottolinea in conclusione Greenpeace:

Accordi come TTIP e CETA minacciano seriamente la tutela dell’ambiente e della salute su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il CETA prevede un sistema di arbitrato privilegiato che potrebbe consentire alle multinazionali di citare in giudizio i governi, eludendo i sistemi giudiziari esistenti in Canada e nell’Unione europea. Le aziende canadesi – ma anche le sussidiarie canadesi di multinazionali – potrebbero usare questo sistema per tutelare i loro interessi, mentre i cittadini e le aziende locali ne sarebbero esclusi. Un sistema analogo è in fase di negoziazione anche per il TTIP.

Sebbene non sia stato ancora ratificato, il CETA sta già avendo effetti sugli standard europei. Durante i negoziati il Canada ha fatto pressione affinché l’Unione europea indebolisse gli standard sulle emissioni, per facilitare le esportazioni canadesi di petrolio ottenuto da sabbie bituminose, il combustibile più inquinante al mondo.

13 maggio 2016
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I vostri commenti
Salvatore, lunedì 16 maggio 2016 alle17:23 ha scritto: rispondi »

Io spero nel buon senso dei dirigenti dell'UE, di rifiutare qualsiasi trattato di accordo per il commercio in particolare del TTiP. Questo trattato, porterà in breve tempo se dovesse entrare in vigore ad un conflitto totale fra gli stati e distruggerà la nostra civiltà.

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