Il pericolo sembrava scampato con la decisione presa da Barack Obama poco prima di concludere il suo secondo mandato alla Casa Bianca, ma per la comunità Sioux si prospetta all’orizzonte una nuova battaglia. Donald Trump straccia le promesse del suo predecessore e concede i permessi necessari per la realizzazione del tanto discusso oleodotto Dakota Access Pipeline, un imponente progetto da 3,8 miliardi di dollari.

=> Leggi il programma Trump su energia e clima

A rischio i diritti dei nativi americani, per la costruzione di un impianto destinato al trasporto del greggio dal North Dakota all’Illinois. L’annuncio è stato seguito dall’ennesima ondata di proteste, in ogni parte degli Stati Uniti. La comunità Sioux ha ora dalla propria, oltre che l’appoggio di gran parte dell’opinione pubblica, anche il sostegno delle organizzazioni ambientaliste, che potrebbero sostenere un eventuale ricorso. A poco sono servite le rassicurazioni di Sean Spicer, portavoce del Presidente USA, che nelle ultime settimane ha più volte ha ribadito come l’iniziativa porterà benefici a tutte le realtà in causa.

=> Leggi l’appello per il clima rivolto a Trump da 530 compagnie

I lavori all’oleodotto potrebbero dunque riprendere molto presto. La realizzazione è curata dalla società Energy Transfer, che mira a completare i 1.886 Km della linea nel minor tempo possibile: c’è chi parla di un’accensione degli impianti già entro la metà dell’anno.

Dalla scrivania dello Studio Ovale, Donald Trump ha dunque firmato l’ennesimo documento controverso di questo suo inizio di mandato. Chi credeva (o sperava) in una guida del Paese più morbida e responsabile rispetto a quanto promesso ai suoi sostenitori durante la campagna elettorale deve ricredersi.

L’uomo più potente del mondo sembra poco incline a puntare sullo sfruttamento delle fonti rinnovabili per la produzione di energia, preferendo optare per metodi più tradizionali e decisamente meno eco-friendly. Tutto questo senza tenere in considerazione le ripercussioni sull’ecosistema che il Dakota Access Pipeline andrà a deturpare e sulla qualità della vita di chi lo abita da sempre.

9 febbraio 2017
In questa pagina si parla di:
Usa
Fonte:
Immagini:
I vostri commenti
silvano, domenica 12 febbraio 2017 alle20:31 ha scritto: rispondi »

E' forse meno primitivo e ignorante Obama che ha provocato destabilizzazioni e guerre in Nord Africa, in Medio Oriente ed in Ucraina, con conseguenti forti emigrazioni e tanti profughi, promuovendo anche una nuova guerra fredda con la Russia. Infine bisogna leggere completamente il programma di Trump per capire le motivazioni per cui gli americani, che non sono tutti stupidi, lo hanno democraticamente votato.

Mauro, domenica 12 febbraio 2017 alle11:26 ha scritto: rispondi »

Quello che ha detto lo vuole fare, non capisco perché l' hanno votato. Oggi un pensiero filosofico come quello di Trump è primitivo e scontato oltre che ignorante. Oggi come oggi non tenere conto della situazione ambientale è come ignorare il disordine che c'è in una casa. Ma lui l aveva detto... ancora peggio quindi sono quelli che l' hanno votato. Vergognoso, lserve una rivoluzione energetica molto più concreta di quella di adesso.

silvano, sabato 11 febbraio 2017 alle20:36 ha scritto: rispondi »

E' stato votato per quello che ha promesso ed ora lo esegue, contrariamente ai nostri politici che promettono "mari e monti" e poi se ne fregano altamente.

simone, venerdì 10 febbraio 2017 alle11:14 ha scritto: rispondi »

cavolo ma sempre il peggio alla guida dei vari paesi

Lascia un commento