Trucchi per una dieta vegetariana più sana

Avvicinarsi alla dieta vegetariana, o alla ben più restrittiva dieta vegana, richiede impegno e forza di volontà. Un po’ come quando si decide di smettere di fumare, serve una decisione ferrea per non cadere nella voglia di azzannare una ben cotta bistecca, assaggiare una fetta di prosciutto o bersi una tazza di latte. Raggiunto l’obiettivo di aver abbandonato la carne, però, si cade nell’errore di dare per scontato che la propria dieta sia sana.

Non è infatti sufficiente abbandonare i prodotti animali affinché l’alimentazione sia salubre e priva di rischi. Vi sono ingredienti raffinati che perdono le proprie capacità nutritive, vi sono piatti vegetali prodotti dall’industria e ricchi di coadiuvanti chimici, vi sono delle prassi di cottura che rischiano di rendere ogni sforzo vano. Ecco, perciò, degli utili consigli – delle facili e divertenti routine quotidiane – per rendere la propria dieta vegetariana davvero sana:

  • L’avocado è un ottimo sostituto del burro per i condimenti, quindi spalmato sul pane oppure a fettine nelle insalate;
  • Lo zucchero bianco, spesso raffinato e non propriamente salubre, può essere sostituito dalla pianta stevia, nota per le sue capacità dolcificanti;
  • Il tè verde è una perfetta alternativa alle bibite gassate e si rivela molto versatile: anche da freddo, non perde il suo gusto;
  • La pasta di grano integrale è decisamente più nutriente rispetto a quella classica disponibile al supermercato: sazia a dosi inferiori e l’apporto di fibre all’organismo è maggiore. Lo stesso vale anche per il riso;
  • Bisogna prestare molta attenzione alla cottura di zuppe e minestroni, perché tempi di ebollizione errati potrebbero far perdere alle verdure gran parte delle loro capacità nutritive. Innanzitutto, è meglio evitare di ricorrere a insaporitori – il classico dado – per la creazione del brodo. Semplicemente, alla prima preparazione di un ricco minestrone si può conservare parte dell’acqua di cottura per insaporire altre pietanze, con un gusto che di certo il dado non può offrire. Inoltre, è sempre meglio cuocere minestre e minestroni in normali pentole, a fuoco lento e per circa 4-6 ore. Si evita così il ricorso alla pentola a pressione che, per quanto comoda, con la sua evaporazione rapida rischia di far perdere troppe sostanze nutritive agli alimenti;
  • I fagioli sono fondamentali in una dieta vegetariana e non devono mai mancare sulla tavola: possono arricchire insalate, minestroni ed essere da contorno a qualsiasi piatto;
  • Per gli irrinunciabili del burro d’arachidi, moda d’oltreoceano sempre più frequente anche nel nostro paese, esiste l’alternativa del burro di mandorle: dolce, ma meno grasso e irritante per l’apparato digerente;
  • Rinunciare alle patatine fritte è sempre molto difficile: sebbene siano comunque ammesse dalla dieta vegetariana, purché fritte in olio d’oliva, non sono di certo salutari. Un’ottima alternativa è il cavolo fritto;
  • Il succo di cocco ha proprietà magiche: ricco di minerali e carboidrati, è perfetto come sostituto degli energy drink;
  • Vegetariani e vegani amanti del gelato, ma poco soddisfatti del latte di soia, possono tentare lo stratagemma delle more e dei lamponi. Basta conservarli in freezer per qualche ora e ricoprirli di una morbida glassa di caramello. Il risultato è assicurato, con la differenza che more e lamponi migliorano la circolazione e aumentano la reattività del cervello;
  • Il succo di limone ha mille proprietà: oltre ai rimedi della nonna che tutti conoscono – aiuta la digestione, disinfetta, ha proprietà antibatteriche – pare sia anche un’ottima arma preventiva per alcune gravi patologie come il tumore;
  • Le spezie – prezzemolo, origano e chi più ne ha più ne metta – dovrebbero sempre essere fresche. Quelle essiccate, infatti, perdono gran parte delle loro capacità nutritive;
  • Un’insalata al giorno toglie il medico di torno. Se ci si aggiungono anche pezzetti di mela, così come dice il proverbio, gli effetti sono praticamente garantiti;
  • Condire gli alimenti in modo adeguato previene gli effetti funesti dell’assunzione di troppi grassi. L’olio deve essere sempre extravergine d’oliva, l’aceto di vino può essere sostituito con quello di mele e il sale deve essere sempre utilizzato con parsimonia, perché in grandi dosi è dannoso alla pressione;
  • Fare sempre attenzione alla verdura che si acquista: è meglio evitare il supermercato per preferire l’ortolano sotto casa, perché il ricambio è maggiore e gli alimenti non sono sottoposti a lavaggi chimici di natura industriale. Ancora meglio rivolgersi direttamente al produttore, magari a chilometro zero: si risparmia e si ha la certezza che i vegetali siano sempre buoni, come appena colti.

4 novembre 2012
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I vostri commenti
luigia fabri, domenica 17 novembre 2013 alle23:25 ha scritto: rispondi »

pienamente d'accordo con Flavia circa l'opportunità di cuocere poco la verdura, altrimenti le sostanze si perdono!

Silvano Valenti de Wiederschaun, domenica 16 giugno 2013 alle16:44 ha scritto: rispondi »

Aggiungo al commento di Giovanni (-fumare-): Ho smesso di fumare a quarantanove anni avendo avvertendo i prodromi della vecchiaia. Adesso ne ho novanta e sto meglio di allora. Per i primi mesi di astensione è un martirio. impazienza, irritazione, sensazione di aver perduto una persona cara, fame nervosa e altre iatture. Sono riuscito a superare la crisi d'astinenza mediante due banali espedienti: Primo - Mi son dato dell'imbecille per essere caduto da incosciente nel vizio del fumo idiota e devastante non meno delle attuali droghe. Secondo - Mi sono imposto uno stile di vita pitagorico che mantengo tuttora tenendo a freno l'appetito e sfogando l'irrequietezza con esercizi ginnici e marce alla bersagliera che, a parte qualche modica ammaccatura, mi mantengono sano e scattante. Aggiungo che in un riposto angolino della mente si era annidato l'allettante proposito di accendere un'ultima sigaretta in punto di morte, ma lo sciocco proposito su è presto dileguato: in meno d'un paio d'anni di astinenza si è del tutto disintossicati e si considera il vizio per quello che è.

Francheska Vaweka, venerdì 23 novembre 2012 alle18:50 ha scritto: rispondi »

non sono tanto d'accordo sul fatto del burro di arracchidi... io sono cresciuta con e non ho mai sofferto di obesità nella mia infanzia, tutto sta nell' abuso che uno ne fà... io lo mangio forse tre volte l'anno ma lo faccio da sola a casa con gli aracchidi freschi e vi assicuro che non ha niente a che vedere con quelli preconfezionati dei supermercati... quelli si che fanno davvero male ;-) 

Mario Oz, sabato 17 novembre 2012 alle17:38 ha scritto: rispondi »

pre la salute e il benessere manca una ricetta facilissima ma non banale: bere liquidi caldi, molto caldi. no a cibi freddi come gelati o roba prelevata dal frigorifero. tutto caldo. il corpo ama il caldo e mangiare freddo ispessisce lo strato adiposo intestinale. non siamo inuit.

Flavia manente, sabato 17 novembre 2012 alle15:40 ha scritto: rispondi »

letto con interesse i consigli della dieta vegetariana. Una sola cosa mi ha fatto rizzare i capelli in testa: il minestrone cotto 4-6 ore! Assolutamente no.... io lo cuocio 35-40 min, a seconda della grandezza dei pezzettini: le verdure devono restare un po' croccanti, conservare il più possibile il loro colore e il loro sapore....

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