Reclusi e costretti a una vita di sofferenza: è quello che hanno patito 29 esemplari di cane razza Shih-Tzu, detenuti in un’abitazione a Burntwood in Inghilterra. Ad occuparsi in modo improprio della loro salute un fratello e una sorella, Rosemary and Paul Wiggin, segnalati dalla RSPCA e costretti dal giudice a pagare 8.000 sterline di multa, oltre al divieto di allevare cani per 12 mesi. L’ispettore dalle RSPCA, Jayne Bashford, ha accolto positivamente il verdetto emesso dalla corte. L’associazione aveva rinvenuto un gruppo di femmine incinte quindi otto cuccioli costretti a vivere all’aperto, senza un riparo dalla pioggia e dalle condizioni atmosferiche.

I cani vivevano all’interno del giardino dell’abitazione e in un capannone adiacente, dove l’associazione ha rinvenuto feci sul muro e ossa a rischio ingestione. I piccoli portati in salvo erano stremati e infreddoliti, costretti a uno stato di sofferenza. Mentre alcuni di loro sono stati recuperati con il corpo nel fango e nell’umido, confermando l’incapacità gestionale della coppia. La corte, anche se non ha accusato la coppia per violenze e abusi, aveva già fatto prelevare alcuni cani dall’abitazione solo un anno fa. Mentre la RSPCA si era offerta di curare e seguire 7 di loro in attesa di una nuova adozione.

Ma i due fratelli si erano rifiutati e le nuove cucciolate avevano portato a 44 esemplari presenti nella stessa struttura, fatto che aveva preoccupato qualche anonimo vicino che non aveva esitato a segnalare la condizione. Paul si era opposto all’intervento della RSPCA non considerando l’associazione benefica adeguatamente specializzata in cani, a fronte dei suoi 48 anni di esperienza in allevamenti e cura. Ma ora si dichiara dispiaciuto e pentito e con la sorella ha rifiutato ogni difesa d’ufficio, pur di agevolare il benessere dei cani di loro proprietà. L’uomo però è certo che non esista nessuna legge che determini il numero preciso di cani da potere allevare e accogliere in casa, quindi che ogni proprietario con ossa nel giardino dovrebbe ricevere lo stesso tipo di interesse rivoltogli dalla RSPCA.

8 luglio 2015
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