Trovare il cane perduto su Facebook

A quanti è capitato di perdere il cane e di dover tappezzare la città di volantini, per poi scoprire come Fido non fosse poi così lontano da casa? Si tratta di un’operazione lunga e complessa, dagli esiti tutt’altro che scontati. Ma con l’avvento delle nuove tecnologie e dei social network le possibilità di ritrovamento si moltiplicano, come dimostra una commovente storia di cronaca di un cucciolo ritrovato grazie a Facebook. Ma quali sono gli step necessari per far fruttare la ricerca proprio su Facebook?

Non basta, infatti, pubblicare un’immagine qualsiasi del proprio cane sulla bacheca, bisogna intraprendere delle operazioni lievemente più complesse affinché le informazioni siano disponibili a quanta più gente possibile. Di seguito, un elenco di suggerimenti:

  1. Fotografie recenti: per ritrovare Fido, non bisogna utilizzare la fotografia più bella del proprio catalogo, bensì la più recente anche qualora fosse un brutto scatto. Il cane negli anni potrebbe aver mutato forma e manto, quindi delle foto non propriamente fresche non porteranno ad alcun risultato;
  2. Testo sulla foto: tutti i riferimenti di riconoscimento, come caratteristiche e abitudini del cane, numero e indirizzi del proprietario, vanno riportati come testo in sovrimpressione alle fotografie. Si evita, così, che gli utenti condividano la foto ma non il commento allegato, rendendo la ricerca inutile;
  3. Impostazioni della privacy: caricato il contenuto fotografico, bisogna ricordarsi di rendere la fotografia accessibile a tutti dalle informazioni sulla privacy. Un file pubblico sarà visto da molte più persone rispetto ad altri settings come “amici di amici”;
  4. Condivisione: creato l’appello di ritrovamento, è controproducente condividere l’immagine in ogni angolo di Facebook: gli utenti potrebbero stancarsi percependo tutto come inutile spam o, al peggio, una bufala. Si chieda, quindi, la possibilità di pubblicare lo scatto sulla bacheca degli amici e, non ultimo, rivolgersi alle numerose pagine dedicate ai cani e al loro salvataggio;
  5. Pubblicità: un’inserzione a pagamento di Facebook permette di moltiplicare esponenzialmente il conteggio delle visualizzazioni delle immagini. Più una foto sarà vista, maggiori saranno le possibilità di ritrovare l’amato Fido;
  6. Ricompensa: la ricompensa è sempre un’arma a doppio taglio, perché si può diventar vittima di truffatori o di malintenzionati, pronti a detenere il cane pur di ottenere un’ingente somma di denaro. Meglio allora non entrare nello specifico, accennando a “possibili forme di compensazione” per l’eventuale disturbo.

7 dicembre 2012
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