Trascorrere troppe ore al lavoro può aumentare il rischio diabete di tipo 2. A sostenerlo i ricercatori dello University College London (UCL), secondo i quali risulterebbero a rischio coloro che tendono con costanza a superare le 55 ore di attività lavorativa settimanale.

Stando ai risultati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet Diabetes and Endocrinology, coloro che passano al lavoro più di 55 ore settimanali risulterebbero più a rischio diabete del 30% rispetto a chi invece non supera le 35-40 ore a settimana.

Lo studio è stato realizzato utilizzando i dati forniti da precedenti ricerche svolte nel corso degli anni sul diabete di tipo 2 e che hanno coinvolto 222.120 adulti provenienti da Europa, USA, Giappone e Australia. I partecipanti sono stati seguiti per un lasso di tempo media di circa 7 anni e mezzo.

L’ipotesi è che la pericolosità collegata all’eccesso di ore lavorative sia riferita soprattutto alla possibilità che queste privino il lavoratore delle necessarie ore di sonno e di esercizio fisico. Un rischio che può essere collegato inoltre con la tipologia di lavoro svolto. Secondo quanto ha affermato la ricercatrice principale dello studio, l’epidemiologa Mika Kivimäki:

La condivisione di tutti gli studi disponibili sull’argomento ci ha permesso di investigare l’associazione tra orario di lavoro e rischio di diabete con maggiore precisione rispetto a quanto possibile in precedenza.

Malgrado lavorare per molte ore sia difficilmente in grado di incrementare il rischio diabete in tutti gli individui, i professionisti sanitari dovrebbero essere coscienti del fatto che sia associato a un significativo incremento del rischio nelle persone che svolgono lavori di basso status sociale.

26 settembre 2014
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