I gatti domestici potrebbero ricevere più cibo di quanto realmente necessario, un fatto che ne minerebbe le condizioni di salute accorciandone l’esistenza. È questo il risultato di uno studio condotto nel Regno Unito, dove è emerso come i felini da compagnia siano tutti perlopiù sovrappeso. Una delle cause? La mancata differenziazione tra alimenti dedicati al gatto e quelli per gli umani.

Lo studio è stato condotto dalla società di assicurazioni per quadrupedi Animal Friends, su oltre 9.000 proprietari di gatti del Regno Unito. La ricerca è nata dalla constatazione di come, negli ultimi 5 anni, le diagnosi veterinarie di diabete e altri disturbi connessi al sovrappeso siano aumentate di ben il 900%.

Dallo studio è emerso come quasi tutti i gatti inglesi tendano al sovrappeso, con oltre la metà degli esemplari domestici fuori forma in modo preoccupante. Per contro, i gatti che hanno possibilità di uscire di casa presentano problemi di obesità solo per un quarto del campione, poiché naturalmente più inclini all’esercizio fisico. Il risultato delle cattive abitudini alimentari si traduce in più frequenti problematiche al fegato, di cui i gatti sono spesso soggetti, nonché artrite, problemi cardiocircolatori e morte prematura.

Secondo gli esperti, la problematica sarebbe connessa alle difficoltà di allineare le esigenze alimentari tipiche dei felini con la vita domestica. In libertà, infatti, i gatti tendono ad avere un’alimentazione irregolare dal punto di vista temporale, a seconda degli esiti della caccia, un fatto che permetterebbe loro di controllarne indirettamente il peso. In casa, invece, possono approfittare di tre pasti al giorno e spesso vengono sovralimentati dai proprietari, i quali raramente seguono le piccole dosi consigliate dal veterinario di fiducia. Inoltre, non vi sarebbe una dieta specifica, bensì ai quadrupedi verrebbero proposti le stesse pietanze degli altri abitanti della casa.

La ricerca ha inoltre evidenziato come alcune razze siano più inclini ad assumere peso rispetto ad altre, come i British Shorthair o i Main Coon, ma anche come sia cominciato un trend positivo tra i proprietari, da un biennio più attenti all’alimentazione degli amici a quattro zampe.

19 maggio 2016
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