Non ha freni la folle mania dei selfie con gli animali selvatici. Dopo il caso della turista indiana uccisa dalla furia di un elefante, le autorità USA sono dovute intervenire per porre freno a una pratica pericolosissima: l’autoscatto con gli orsi. L’US Forest Service, infatti, ha diramato un comunicato per convincere i viaggiatori a non avvicinarsi ai plantigradi.

La moda sarebbe diffusa in tutti gli Stati Uniti, ma troverebbe la sua massima espressione tra la California e il Nevada, presso il lago Tahoe. Stando a quanto riportato dalle autorità, nelle riserve locali “l’interazione umana con gli orsi ha superato i livelli di sicurezza”. Il tutto, per ottenere un autoscatto con i plantigradi da sfoggiare sui social network.

Lisa Herron, portavoce della Lake Tahoe Management Unit, ha spiegato come capiti di sovente che i turisti rincorrano rumorosi gli orsi, pur di scattare una fotografia. Un fatto che potrebbe irritare gli animali, tanto da minacciare la stessa sopravvivenza dei visitatori.

Stiamo spiegando alle persone di rimanere sui sentieri e di allontanarsi dagli orsi. Un orso può correre molto veloce, gli esiti possono essere letali.

Gli avvisi non sembrano però aver suscitato il risultato sperato, tanto che ogni giorni i “bear selfie” si moltiplicano sul Web. La paura è che ben presto possano esserci delle vittime: sebbene gli orsi solitamente evitino il contatto umano, non è raro passino all’attacco per difendere il territorio o proteggere una cucciolata. Una possibilità non remota, considerato come solo lo scorso mese un giovane ventiduenne sia stato aggredito e ucciso in un bosco del New Jersey.

Rimane incomprensibile come molte persone, nonostante i rischi dell’avvicinamento alle specie selvatiche siano ben noti, si spingano in comportamenti folli dettati dalle mode del momento. Inoltre,

30 ottobre 2014
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