Non trova freno la moda di scattare fotografie in compagnia di animali selvatici pericolosi, tanto da costringere esperti e responsabili di parchi a optare per provvedimenti esemplari, nel tentativo di arginare il fenomeno. È quanto succede negli Stati Uniti, dove una riserva ha deciso di chiudere momentaneamente l’area ai visitatori, per evitare conseguenze spiacevoli dalla mania dei selfie. In troppi, infatti, si avvicinerebbero pericolosamente agli orsi, nel tentativo di catturare un autoscatto da condividere con gli amici sui social network.

Se ne discute già da un anno, quando una struttura tra la California e il Nevada aveva lanciato un appello pubblico, affinché i turisti smettessero di scattare selfie in compagnia degli orsi. Un fatto che evidentemente non coinvolge soltanto il parco del Lake Tahoe, il protagonista della campagna dell’ottobre del 2014, ma anche una struttura analoga in Colorado. I manager del Waterton Canyon, un’area di apprendimento e ricreazione nei pressi di Denver, ha infatti optato per la chiusura momentanea della struttura, per l’impossibilità di contenere un trend tanto superficiale quanto pericoloso.

In questo periodo dell’anno l’attività degli orsi è molto elevata poiché, in vista del successivo inverno, i plantigradi scandagliano i boschi alla ricerca di quanto più cibo possibile. Ma nonostante l’aggressività di alcuni esemplari, sarebbero molti i visitatori che si spingerebbero a pochi metri dagli orsi, estraendo dallo zainetto selfie stick per ottenere una panoramica privilegiata sui grandi animali. Così spiega Brandon Ramson, il manager della struttura:

Abbiamo visto persone utilizzare i selfie stick per cercare di avvicinarsi il più possibile agli orsi, a volte a meno di tre metri da esemplari selvatici. La situazione corrente non contribuisce alla sicurezza dei nostri visitatori né alla serenità degli animali selvatici.

Per questo motivo, dallo scorso venerdì la struttura è inibita al pubblico e rimarrà tale finché l’attività degli orsi non sarà tornata a livelli normali o, comunque, fino a prossima comunicazione.

16 settembre 2015
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