È un quadro tutt’altro che rassicurante quello che emerge dall’indagine “Qualità dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, condotto dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con il REC (Regional Environmental Center) di Budapest.

I risultati, esposti nel dettaglio in un documento PDF, evidenziano la presenza di elevati valori di PM10 nelle aule delle scuole elementari e medie italiane. Il record spetta al Piemonte, con 185 mg/m3, mentre le cose vanno decisamente meglio nel Lazio (35 mg/m3). Le cause principali? Traffico, attività produttive e addirittura fattori interni alle aule, come il gesso utilizzato per le lavagne.

1.000, in totale, gli alunni coinvolti nello studio in sei regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna) che, insieme ai risultati raccolti nel rapporto EpiAir in dieci città italiane (Milano, Mestre, Torino, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Cagliari, Taranto e Palermo), hanno messo in luce una correlazione temporale tra l’aumento della concentrazione di polveri nell’aria e il numero di ricoveri dovuti a problemi respiratori in pazienti di età compresa tra 0 e 14 anni.

Dati alla mano, emerge anche un innalzamento pari al 0,7% delle morti per cause naturali e dello 0,8% di ricoveri per disturbi all’apparato respiratorio, in concomitanza con un aumento pari a 10 g/m3 di PM10.

10 settembre 2010
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