I trofei di caccia portano all’estinzione: lo studio

La recente decisione di riaprire l’import dei cosiddetti trofei di caccia negli Stati Uniti, annunciata qualche giorno fa dall’amministrazione di Donald Trump, ha generato perplessità e polemiche tra gli esperti di conservazione delle specie più a rischio. Il blocco delle importazioni, voluto dal precedente Obama, sembra infatti aver avuto buoni effetti nella lotta al bracconaggio, limitando il numero di specie vietate trasportate illegalmente all’intero del territorio a stelle e strisce. Oggi un nuovo studio sembra confermare questo orientamento: l’usanza delle caccia sportiva nelle zone a rischio del mondo, infatti, incentiva l’estinzione.

Per trofei di caccia si intendono tutte quelle parti di animali – da ossa a pelli, passando per esemplari completamente imbalsamati – derivati da un processo di abbattimento controllato. Diverse nazioni mondiali, infatti, permettono ai turisti di uccidere grandi animali selvatici, in speciali riserve, a seguito del pagamento di un’ingente somma.

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Uno studio condotto dai ricercatori della Queen Mary University di Londra, e pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, spiega come questa attività contribuisca tuttavia all’estinzione. Questo perché gli animali prescelti per la caccia sono solitamente i più forti in termini evolutivi, ovvero dotati di caratteristiche genetiche desiderabili, di conseguenza si limita la possibilità di tramandare dei geni che potrebbero risultare essenziali per evitare la scomparsa della specie. Così spiega Robert Knell, fra gli autori dello studio:

Se questi animali vengono uccisi prima di poter tramandare i loro geni, si riduce la resistenza totale dell’intera popolazione.

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Con le sfide sempre più difficili a cui questi animali sono sottoposti, tra cui anche i cambiamenti climatici che rendono le capacità di riproduzione più difficoltose, è pertanto necessario preservare gli esemplari migliori anziché trasformarli in trofei di caccia. I ricercatori, tuttavia, non propendono per un divieto totale della pratica, bensì per una maggiore regolamentazione: può infatti risultare uno strumento di contenimento per le specie la cui popolazione è in sovrannumero.

30 novembre 2017
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