Greenpeace lancia un nuovo video contro lo sfruttamento dell’Artico da parte di Shell. La denuncia dell’associazione è contro i piani di trivellazione del colosso degli idrocarburi, con via libera definitivo atteso entro luglio, che secondo gli attivisti minerà in maniera irreparabile l’equilibrio ambientale dell’area interessata.

Il nuovo video denuncia di Greenpeace è stato realizzato mediante l’utilizzo delle repliche di alcuni capolavori dell’arte come “Pearblossom Highway” di David Hockney, “Christina’s World” di Andrew Wyeth e “An Arctic Summer: Boring Through the Pack in Melville Bay” di William Bradford. L’iniziativa segna un nuovo capitolo della campagna “Save The Arctic“.

Le tre opere d’arte bruciando durante il video, intitolato “A Song of Oil, Ice and Fire“, lasciando al loro posto un paesaggio devastato dalle fuoriuscite di petrolio e dalle esplosioni.

Disastri annunciati secondo l’associazione, che ricorda come lo stesso Governo USA abbia affermato che le possibilità di “ingente sversamento di petrolio” derivate dalle future trivellazioni nell’Artico siano del 75%. Come ha dichiarato Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia:

Se entro sei settimane Shell dovesse iniziare le ricerche di petrolio nell’Artico, potrebbe devastare questo posto unico, i suoi paesaggi meravigliosi e la sua incredibile fauna. È dimostrato che non si può trivellare in modo sicuro nell’Artico: la questione non è se si verificherà uno sversamento di petrolio, ma quando accadrà.

28 maggio 2015
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