Il Presidente della Repubblica Mattarella ha firmato il decreto che ufficializza il 17 aprile 2016 quale data per il referendum sulle trivelle. Si spengono quindi le residue speranze degli ambientalisti di vedere accorpate le amministrative al quesito referendario nell’auspicato “Election Day”.

Con la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella viene sancito il no definitivo all’Election Day espresso dal Governo Renzi. Questo nonostante le ragioni addotte non soltanto dai sostenitori del referendum anti trivelle, ma anche da coloro che avrebbero voluto evitare alle casse dello Stato una spesa extra di circa 350 milioni di euro.

Inascoltati gli appelli rivolti al Presidente Mattarella dai comitati No Triv, dalle associazioni ambientaliste nonché dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Confermato il 17 aprile 2016, in tale data i cittadini italiani saranno chiamati a votare per l’abrogazione della legge che consente il proseguimento delle trivellazioni in atto:

Per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.

Una scelta quella del Governo Renzi aspramente criticata dalle associazioni. Indicativo il commento nei giorni scorsi di Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia:

Il Governo ha evidentemente così tanta paura di quello che pensano i cittadini italiani che, pur di far mancare il quorum fissato per il referendum, è disposto a buttare via 300 milioni di euro. Il mancato accorpamento del referendum “no triv” con le elezioni amministrative è una scelta insostenibile sia dal punto della tutela ambientale, che da quello dei conti dello Stato.

Con 300 milioni di euro si potrebbe rendere più sicuro il nostro Paese agendo sul dissesto idrogeologico, si potrebbero disinquinare i nostri fiumi e i tanti tratti di mare oggi non balneabili, si potrebbe potenziare il trasporto pubblico e migliorare la vita e la salute di milioni di pendolari, si potrebbe finanziare il sistema delle aree naturali protette italiane… Si preferisce invece sprecare tutti questi soldi e obbligare i cittadini italiani a recarsi alle urne quattro volte nel giro di pochi mesi. La politica del Governo si conferma una politica “fossile”, nella sostanza e nei metodi.

18 febbraio 2016
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I vostri commenti
Mic, sabato 20 febbraio 2016 alle16:26 ha scritto: rispondi »

cosa vi aspettavate , da uno che avvalla l'incostituzionalità del governo non eletto, pur avendo la possibilità e l'obbligo di porre fine all'illegalità democratica in vigore....

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