Nuova azione di Greenpeace contro le trivelle nei mari italiani. Gli attivisti sono partiti in questa occasione dalla Rainbow Warrior, in viaggio verso Catania, alla volta della piattaforma Vega A, situata nel mare di Sicilia a circa 12 miglia da Pozzallo.

Un attivista Greenpeace a bordo di un gommone munito di deltaplano ha provveduto a stendere uno striscione nei pressi della piattaforma Vega A con su stritto “Go solar”, mentre un secondo messaggio è stato esposto da quello a bordo di un paramotore ed era “Accendiamo il sole”. Come ha riferito Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia:

I progetti riguardanti l’installazione di una nuova piattaforma e la realizzazione di nuovi pozzi in queste acque sono la prova che l’Italia continua a sbagliare direzione. Lo spettro di nuove trivellazioni in questo mare la dice lunga su come, mentre il resto del mondo punta concretamente sulle rinnovabili, il governo Renzi cerca in tutti i modi di tenere ancorato il nostro Paese a un passato fossile e inquinante.

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L’azione intrapresa da Greenpeace vuole denunciare il fatto che il Governo Renzi avrebbe mancato alle sue promesse in merito all’attività estrattiva nei mari italiani. Secondo l’associazione l’Esecutivo avrebbe acconsentito, contrariamente alle rassicurazioni dei mesi scorsi, alla realizzazione di una nuova piattaforma nel mare di Sicilia e di nuovi pozzi per l’estrazione del greggio entro le 12 miglia dalla costa.

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Un’autorizzazione attuata tramite il Ministero dell’Ambiente, proprio mentre il Governo risultava parte civile in un processo contro sei manager e dirigenti Edison per smaltimento illecito di rifiuti (con richiesta di risarcimento danni fissata a 69 milioni di euro). Secondo quanto denunciato dall’ISPRA e confermato dalla perizia disposta dalla Procura di Ragusa Edison avrebbe, spiega Greenpeace:

Iniettato illegalmente in un pozzo sterile a 2.800 metri di profondità un mix di acque di strato (liquidi presenti nel sottosuolo insieme agli idrocarburi, con elevate concentrazioni di metalli pesanti), acque di lavaggio delle cisterne della nave di stoccaggio del greggio e acque di sentina.

In totale, quasi mezzo milione di metri cubi di liquidi classificati come “rifiuti speciali”: una vera e propria discarica sottomarina, con il rischio che i liquidi ospitati nella cavità possano fuoriuscire e rilasciare in mare grandi quantità di inquinanti.

La richiesta di Greenpeace è quella di fermare questo ed eventuali futuri progetti volti all’installazione di nuove piattaforme nei mari italiani, dando un supporto reale alle fonti rinnovabili.

Il Governo Renzi è chiamato inoltre a ratificare gli impegni assunti a Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici, conclude Greenpeace, per centrare i quali dovrà sostenere e non ostacolare gli “energy citizens”, i cittadini che desiderano autoprodurre la propria energia rinnovabile.

11 ottobre 2016
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diego, martedì 11 ottobre 2016 alle13:25 ha scritto: rispondi »

si, ok. bell'iniziativa ma.... il paramotore e il gommone viaggiano ad energia solare o col petrolio estratto dal puzzone li sotto? mi pare una grande grandissima ipocrisia! tanto ipoctita che, trovaata la foto su FB, sono andato a cercare l'origine: pensavo fosse fatta dai "cattivi" per far propaganda CONTRO greenpeace. Invece.... amen, o forse requiem!

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