Smantellare gli impianti di trivellazione non più in attività. A dirlo è il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti intervenendo durante la trasmissione “L’Aria che tira” andata in onda su La7 a referendum sulle trivelle ormai archiviato.

Le trivelle che non hanno più ragione produttiva d’essere dovranno essere smantellate, ha detto il ministro dell’Ambiente Galletti, escludendo la possibilità che gli oneri relativi siano a carico dello Stato:

Le piattaforme che non servono, che hanno finito il loro ciclo produttivo, debbono essere smontate a cura e con oneri a carico di coloro che le hanno costruite, quindi dei petrolieri.

Galletti è intervenuto anche sul tema dei controlli delle piattaforme presenti nei mari italiani, assicurando maggiore intensità e rigore:

Stiamo migliorando ancora i controlli soprattutto sulle piattaforme che hanno scarico a mare, lo faremo con maggiore intensità e controlleremo anche se ci sono dei casi, io non ne sono a conoscenza, di piattaforme che non sono più produttive e non sono state smantellate.

Nel frattempo la battaglia innescata dal referendum sulle trivelle non sembra destinata a concludersi con la consultazione di domenica 17 aprile. Comitati per il Sì e associazioni hanno già annunciato l’intenzione di procedere mediante ricorsi al MiSE e alle istituzioni europee.

Sulla questione trivelle è intervenuto anche il costituzionalista Enzo Di Salvatore, che ha annunciato un ricorso al MiSE per ottenere lo smantellamento a carico dei petrolieri di 5 impianti di trivellazione. Questo in quanto:

Queste concessioni sono scadute da tempo e la proroga è illegittima. La norma prevede che siano prorogati i titoli vigenti, non quelli scaduti. Il MiSE non si è mai pronunciato a riguardo, di conseguenza le aziende petrolifere stanno continuando ad estrarre senza autorizzazione.

Il ricorso all’Unione Europea sarà invece portato avanti dal Comitato per il Sì e dalle associazioni ambientaliste che hanno sostenuto il referendum anti-trivelle del 17 aprile. Come ha spiegato Rossella Muroni, presidente di Legambiente:

La proroga senza limiti delle concessioni per l’estrazione di petrolio e gas rimane una colossale ingiustizia, in contrasto con le regole del diritto UE sulla libera concorrenza.

Legambiente annuncia quindi che nei prossimi giorni presenterà una denuncia alla Commissione europea contro la norma che concede concessioni illimitate per le estrazioni di petrolio e gas.

19 aprile 2016
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
mexsilvio, martedì 19 aprile 2016 alle22:08 ha scritto: rispondi »

in tutti i paradisi turistici , le costruzioni in mare entro i confini dello stato le fanno , per uso turistico , e creare svago ed occupazione , da noi , che siamo ricchi e spendaccioni , invece di ristrutturare quello che gia' abbiamo , pensiamo a spendere soldi ..!! per inquinare , e distruggere il poco che c'e' ..??? COMPLIMENTI PER LE TROVATE ..???

Silvano Ghezzo, martedì 19 aprile 2016 alle19:42 ha scritto: rispondi »

Solite promesse, vedremo se arriveranno anche i fatti.

Lascia un commento