Le normative attuali prevedono, anzi prevederebbero, che entro le 12 miglia marine dalla costa si possa continuare a estrarre da pozzi esistenti e portando a termine programmi di sviluppo già autorizzati, mentre l’avvio di nuove trivellazioni è previsto solo ed esclusivamente se già incluso nei programmi di sviluppo presentati in passato e accettati in fase di concessione.

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Ciò nonostante le compagnie petrolifere potranno modificare i progetti già esistenti e approvati, estendendo potenzialmente il raggio d’azione sulle riserve esistenti attraverso nuovi pozzi e nuove piattaforme. È quanto stabilisce un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale. Di fatto, la Disciplinare Tipo cancella le promesse formulate dal governo prima del referendum anti-trivelle andato in scena il 17 aprile dello scorso anno. Questo il passaggio interessato:

Fermo restando il divieto di conferimento di nuovi titoli minerari nelle aree marine e costiere protette e nelle 12 miglia dal perimetro esterno di tali aree e dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale sono consentite, nelle predette aree, le attività da svolgere nell’ambito dei titoli abilitativi già rilasciati, anche apportando modifiche al programma dei lavori originariamente approvato.

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Le compagnie potranno quindi non solo portare a termine i lavori già previsti e autorizzati, ma anche chiedere e ottenere varianti che includono “modifiche funzionali a garantire l’esercizio dei lavori”, nonché a consentire il recupero delle riserve accertate, per tutta la durata di vita utile del giacimento e fino al completamento della coltivazione.

A poco serve l’inclusione dell’obbligo di “rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale” a cui fa riferimento il testo: le proteste dei comitati e dei movimenti che si oppongono alle trivelle sono già montate, complice anche un’accesa discussione che sta prendendo piede sui social. La posizione assunta dal Coordinamento Nazionale No Triv, condivisa su Facebook, è chiara: “eluso il divieto di legge per decreto; fatta la legge, trovato l’inganno”.

6 aprile 2017
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Pescespada Trafitto, venerdì 7 aprile 2017 alle15:19 ha scritto: rispondi »

Il solito Calenda? Uomo giusto al posto giusto

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