Dura risposta di Legambiente, WWF e Greenpeace alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove disposizioni in materia di trivelle. Le tre associazioni hanno definito inaccettabile il decreto ministeriale, che di fatto “deroga al divieto di nuovi pozzi e nuove piattaforme entro le 12 miglia”.

=> Leggi i dettagli del nuovo decreto sulle trivelle

Sulle trivelle il Governo Gentiloni avrebbe smentito quanto affermato dal precedente Esecutivo Renzi, sempre a maggioranza PD, durante il periodo che ha preceduto e seguito il referendum anti-trivelle svoltosi nell’aprile 2016. Come hanno sostenuto le associazioni in una nota congiunta:

Il meccanismo introdotto dal MISE consente alle società petrolifere titolari di concessioni entro le 12 miglia dalla costa già rilasciate di modificare, e quindi ampliare, il loro programma di sviluppo originario per recuperare altre riserve esistenti, e dunque costruire nuovi pozzi e nuove piattaforme.

Fino a prima nuovi pozzi e nuove piattaforme entro le 12 miglia potevano essere realizzati solo se già previsti dal programma di sviluppo originario. Ora chi ha la concessione può farci sostanzialmente quello che vuole per tutta la vita utile del giacimento.

Un’azione molto grave secondo le tre associazioni, soprattutto perché vede il Governo Gentiloni escludere il Parlamento su una questione così controversa e delicata. L’Esecutivo non terrebbe infine in alcun modo conto, concludono gli ambientalisti, della volontà di rinunciare alle trivelle espresse da 15 milioni di italiani.

7 aprile 2017
I vostri commenti
silvano, domenica 9 aprile 2017 alle0:16 ha scritto: rispondi »

Con il territorio italiano altamente disastrato ci mancavano solo le trivelle per completare l'opera.

mexsilvio, venerdì 7 aprile 2017 alle19:22 ha scritto: rispondi »

oltre e' fuori dalle acqua territoriali italiane ..??? e a meno che ci mettiamo ai livelli del passato con la libia e Tunisia dove il limite del territorio finiva dove faceva maggiore convenienza ..???

Lascia un commento