Greenpeace in azione negli USA contro la nave rompighiaccio MSV Fennica. Obiettivo del blitz è ancora una volta Shell, che con la sua imbarcazione ha tentato di salpare da Portland, nell’Oregon, alla volta dell’Artico. I ventisei attivisti sono riusciti a fermare il gigante del petrolio calandosi con delle funi da un ponte, rimanendo sospesi nel vuoto, impedendone così l’attraversamento.

L’azione di Greenpeace ha impedito che la MSV Fennica di Shell raggiungesse la flotta di trivellazione in rotta verso l’Artico. Sono stati inoltre esposti alcuni striscioni riportanti le scritte “#ShellNo”, “Save the Arctic” e “Presidente Obama, è l’ultima occasione per dire #ShellNo”.

Il messaggio degli attivisti è rivolto proprio a Obama e chiede che vengano revocare le licenze concesse al colosso anglo-olandese nel Mare dei Chukchi, in Alaska. Del processo di autorizzazione la Fennica è parte integrante: il suo arrivo a destinazione è uno degli elementi necessario affinché Shell possa richiedere il via libera a trivellare nelle profondità dell’Artico.

Gli attivisti sono pronti a resistere diversi giorni grazie alle scorte di cibo di cui sono a disposizione. Come ha dichiarato Annie Leonard, direttore esecutivo di Greenpeace USA:

Ogni secondo che la Shell sarà costretta a stare ferma è importante. Il coraggio degli attivisti di Portland è tutto ciò che ancora si frappone tra la Shell e il petrolio artico. Questa è l’ultima occasione per il Presidente Obama di rendersi conto del disastro che potrebbe accadere proprio sotto i suoi occhi.

Obama è ancora in tempo per revocare alla Shell la licenza di trivellare l’Artico, dimostrando così di poter esercitare un ruolo da leader nella lotta ai cambiamenti climatici. La Shell ignora i più importanti scienziati del mondo e milioni di persone di ogni nazionalità che considerano lo scioglimento dei ghiacci artici un preoccupante segnale di allarme, e non un invito a trivellare anche nelle aree diventate accessibili.

30 luglio 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento