Greenpeace di nuovo in azione contro Shell a difesa dell’Artico. Tredici attivisti hanno bloccato per alcune ore la partenza della piattaforma “Polar Pioneer”, che nella notte tra il 14 e il 15 giugno intendeva lasciare le coste di Seattle alla volta del mare di Chukchi, Alaska.

Gli attivisti di Greenpeace hanno impedito che la piattaforma lasciasse il porto senza essere notata, mostrando invece attraverso le proprie immagini, scattate alle prime luci dell’alba, la partenza della Polar Pioneer.

L’azione è stata svolta a bordo di alcuni kayak, fino all’intervento della Guardia Costiera statunitense che ha consentito alla piattaforma di prendere il mare. Come ha dichiarato Travis Nichols, della campagna Artico di Greenpeace:

Shell stava tentando di far partire la Polar Pioneer da Seattle con il favore delle tenebre, ma gli attivisti per qualche ora hanno impedito che questo accadesse, mostrando al mondo quanto stava per succedere.

Le trivellazioni petrolifere nel mare di Chukchi sono state approvate lo scorso maggio dall’amministrazione Obama. Secondo i piani di Shell l’avvio delle attività è previsto tra circa due settimane. Non si ferma nel frattempo la campagna di Greenpeace a difesa della regione artica: come sottolinea l’associazione ambientalista le condizioni estreme dell’area rendono trivellazioni ed estrazioni petrolifere nella zona “estremamente rischiose”.

Come ricorda Greenpeace il rischio di “ingente sversamento petrolifero” si attesta, per stessa ammissione del Governo USA, al 75%. L’iniziativa di ieri segue la precedente dimostrazione di aprile, quando sei attivisti scalarono la stessa piattaforma Shell occupandola in maniera pacifica per quasi una settimana. Di seguito le immagini dell’azione portata avanti circa due mesi fa a largo delle isole Hawaii.

16 giugno 2015
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