Si rinnova il duello tra Greenpeace e Shell per il futuro dell’Artico. L’associazione ambientalista torna all’attacco degli impianti di trivellazione della multinazionale del petrolio in Alaska, questa volta con un blitz spettacolare che ha portato 6 attivisti a scalare la Polar Pioneer, piattaforma petrolifera situata a 750 miglia (circa 1.200 km) a nord ovest delle Isole Hawaii, nel Mare di Chukchi.

L’operazione è stata lanciata da Greenpeace al termine di un “inseguimento” lungo oltre 5 mila miglia nautiche e realizzato a bordo della nave rompighiaccio Esperanza. L’azione segue di pochi giorni il via libera degli USA alle concessioni petrolifere artiche: un sì che potrebbe portare Shell a trivellare entro 100 giorni l’Artico proprio nel Mare di Chukchi, in Alaska. Un’azione quella dei sei attivisti che appare destinata a non esaurirsi con la scalata.

Il gruppo di attivisti di Greenpeace è composto dall’australiana Zoe Buckley Lennox (@zoevirginia), la statunitense Aliyah Field (@aliyahfield), l’austriaca Miriam Friedrich (@mirifriedrich), il tedesco Jens Loewe (jens4762), il neozelandese Johno Smith (@nsp_one) e lo svedese Andreas Widlund hanno a disposizione viveri e apparacchiature tecnologiche per trattenersi sul lato inferiore del ponte principale per alcuni giorni.

L’azione di Greenpeace viene confermata dalla stessa associazione come dimostrativa, non intende quindi interferire con le normali attività di navigazione.

7 aprile 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento