Attivisti Greenpeace in azione nelle Marche per dire no alle trivelle nei mari italiani. La protesta è andata in scena questa mattina di fronte alla piattaforma petrolifera offshore Sarago Mare A, distante appena tre chilometri dalla costa di Civitanova Marche.

Proprio sotto la piattaforma petrolifera gli attivisti di Greenpeace hanno disteso a pelo d’acqua uno striscione riportante la scritta “STOP TRIVELLE”. In un secondo momento due degli ambientalisti hanno simulato una vacanza “ai tempi delle trivelle”, sulla scia della campagna “TripAdvisor”.

Greenpeace ha poi ricordato come il Governo Renzi abbia autorizzato nelle prime due settimane di giugno ben 11 progetti di ispezione con la tecnica dell’airgun. Segnale secondo l’associazione di miopia da parte dell’Esecutivo nella definizione della strategia energetica italiana. Come ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace:

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un attacco inedito e su vasta scala ai nostri mari. Con la protesta di oggi vogliamo mostrare in maniera concreta la minaccia che incombe sui litorali italiani. È davvero questo il futuro che vogliamo, fatto di airgun, trivelle e piattaforme?

Di petrolio sotto i nostri fondali ce n’è pochissimo: quantità irrisorie per il fabbisogno energetico del Paese, ma occasione di profitto per una manciata di aziende. Dovrebbe essere chiaro a tutti che il gioco non vale la candela.

Contro i piani di trivellazione Boraschi invoca infine un cambio di strategia da parte del Governo Renzi, da incoraggiare anche attraverso la ferma opposizione degli enti locali:

Il governo Renzi cambi strategia e le Regioni e i governi locali si oppongano con ogni mezzo a loro disposizione alla petrolizzazione dei mari italiani: ne va dei nostri ecosistemi, del turismo, della pesca, della salute delle comunità costiere e di noi tutti.

23 luglio 2015
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