Quella delle isole Tremiti è una situazione davvero particolare. Delle multinazionali del petrolio, com’è noto, avrebbero ottenuto i permessi per iniziare i sondaggi in vista di trivellazioni in cerca di petrolio, in una zona non molto distante dal paradiso naturale costituito dall’arcipelago.

La Puglia è in fermento da moltissimi mesi contro quest’eventualità. Alle associazioni ambientaliste si sono unite anche le istituzioni regionali; non a caso, il Presidente Nichi Vendola ha dichiarato, a margine di una riunione a Bruxelles, di come sia intenzionato a portare avanti la lotta. I permessi, infatti, sarebbero stati concessi in ossequio:

ad un meccanismo di subordinazione degli interessi collettivi agli interessi privati di rapina della biodiversità, proprio quando invece dovremmo condurre una battaglia etica per difendere il nostro mare dalle conseguenze del cambiamento climatico e dall’eutrofizzazione.

Nonostante l’attuale ministro dell’Ambiente Corrado Clini abbia confermato di essere d’accordo con il progetto, per Vendola questo non sarebbe che il sintomo di:

tutta la leggerezza e l’irresponsabilità della politica che si basa su chiacchiere sulla sicurezza della tecnologia, coperte da pezzi del mondo accademico e della ricerca in ginocchio davanti alle lobby.

Infine, il Presidente della Regione Puglia conclude ricordando come alcune battaglie, fra cui questa, siano troppo importanti per essere messe da parte e rilancia un’idea di unità della Regione contro il progetto delle trivellazioni:

La Puglia è un sol uomo, con tutto il suo popolo e con le regioni e i popoli vicini dell’Adriatico. on c’è lotta democratica, pacifica e popolare che non attiveremo per difendere il nostro vero petrolio, che è il nostro mare. Ci sono delle battaglie che abbiamo deciso di non perdere a nessun costo, e questa è una di quelle.

Vendola si unisce allora alle tante voci che stanno conducendo anche con una certa asprezza questa lotta. Il nostro auspicio è che l’intero fronte resti unito e riesca a scongiurare il pericolo di una nuova marea nera. Un consiglio che nel nostro piccolo ci sentiamo di dare è quello di unire questa lotta a quella dei NO TAP. L’Adriatico tutto merita di essere difeso.

9 febbraio 2012
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