Prosegue il tour di Greenpeace lungo le coste siciliane contro le trivellazioni petrolifere, per dire a tutti che “U mari nun si spirtusa”. L’ultimo blitz degli attivisti dell’associazione è stato attuato questa mattina, con la simulazione di un incidente petrolifero nel Canale di Sicilia.

Alcuni volontari di Greenpeace, truccati in modo da sembrare sporchi di petrolio, hanno srotolato un grande striscione con la scritta “Neri contro le trivelle” sulla candida scogliera di Scala dei Turchi, per mostrare, anche se solo attraverso una simulazione, quali potrebbero essere le conseguenze di uno sversamento accidentale di greggio nell’area.

Ha dichiarato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia:

Un disastro come quello del Golfo del Messico nel nostro Mediterraneo avrebbe effetti devastanti. Se si iniziasse a trivellare nel Canale di Sicilia, spiagge meravigliose come questa sarebbero messe a rischio e con esse l’economia delle comunità che vivono sulla costa. Dobbiamo fermare subito i piani dei magnati del petrolio, prima che sia troppo tardi.

Eppure, sottolinea Greenpeace, il tratto di mare compreso tra Sciacca e Gela è interessato da due permessi di ricerca già approvati e da cinque nuove richieste di esplorazione, due delle quali sono in fase finale di autorizzazione. Una prospettiva, quella delle trivelle nel canale di Sicilia, alla quale si oppone non solo l’associazione ambientalista, ma anche un gruppo di comitati locali, che ha presentato delle osservazioni contrarie al ministero dell’Ambiente.

Di qui la decisione di lanciare il tour “U mari nun si spirtusa”, durante il quale Greenpeace sta chiedendo ai sindaci della zona di firmare un appello rivolto al ministero dell’Ambiente per fermare le trivellazioni. Sono già trenta gli amministratori che hanno aderito, grazie anche al coinvolgimento di testimonial di spicco come Ficarra e Picone. Continua Giorgia Monti:

Troppo spesso associazioni e comitati sono stati lasciati soli contro i poteri forti del petrolio. Gli enti locali, che rivendicano un ruolo di sentinella territoriale, troppe volte non hanno partecipato attivamente a queste battaglie. Chiediamo a tutti, regione, provincie e comuni, di fare il loro dovere per fermare questi progetti e tutelare il territorio.

Il prossimo 27 luglio è in programma a Sciacca un incontro con i sindaci dei comuni che si affacciano sul Canale di Sicilia e le associazioni di categoria interessate dalla corsa al petrolio, a cominciare da quelle dei pescatori. I cittadini interessati possono seguire il tour di Greenpeace sul sito www.notrivelletour.org.

25 luglio 2012
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I vostri commenti
Guido Picchetti, mercoledì 25 luglio 2012 alle19:19 ha scritto: rispondi »

Agrigento a me fa venire in mente la piattaforma VEGA e la EDISON.. E, come si dice ? Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire... Parlo della società EDISON che, notizia di oggi, sponsorizza le Olimpiadi di Londra, affiancandosi al Comitato Organizzatori nell'adozione della nuovissima norma "SO20121 per gli Eventi Sostenibili". Un' "Adozione" in virtù della quale il comunicato pervenutomi intitolato "OLIMPIADI LONDRA ... con EDISON" riporta come sottotitolo: "A pochi giorni dall'inaugurazioni, le Olimpiadi e Paraolimpiadi di Londra 2012 segnano già un importante primato: saranno i giochi Olimpici e Paraolimpici più sostenibili della storia" !!!  Non chiedetemi cosa significhì e cosa comporti in pratica quest'adozione. Il comunicato non lo spiega chiaramente, o quanto meno il sottoscritto non lo ha compreso. Ecco quanto riferisce il comunicato a seguire: "Il comitato organizzatore ha adottato la norma ISO20121 per la Gestione degli Eventi Sostenibili, definendo un quadro per la riduzione dei costi, delle emissioni di CO2 e di rifiuti e per la salvaguardia e il rispetto degli ambienti e dei luoghi interessati. Il nuovo standard globale è stato sviluppato da esperti di 30 Paesi sulla base della British Standard BS8901 per i sistemi di gestione della sostenibilità per gli eventi e nasce per rispondere alla domanda globale di definire un linguaggio comune internazionale e uno strumento di misurazione attendibile e univoco. Lo standard segna un nuovo approccio nella gestione dei sistemi per la realizzazione di eventi più attenti all'ambiente, che dovrebbero portare a miglioramenti anche nelle questioni chiave per la sostenibilità quali la scelta del luogo, il trasporto, il riciclaggio o riutilizzo dei rifiuti, la creazione di una strategia alimentare che promuova una vita sana e, ultimo ma non meno importante, la creazione di competenze, occupazione e di business legati all'evento stesso." Avete capito qualcosa ? Io no... Cosa non si fa per apparire diversi da quel che si è... e sbiancarsi una faccia piuttosto sporca di nero petrolio...  Direte, ma cosa c'entra questo discorso con Agrigento, Greenpeace e il "NO alle Trivelle nel Canale di Sicilia" ? C'entra, c'entra... Proprio poco al largo della costa agrigentina è ancorata, da anni ormai, la più grande piattaforma petrolifera italiana impegnata in operazioni estrattive dai fondali sottomarini. E' la "VEGA" appunto, appartenente alla società EDISON. Ha le debite autorizzazioni per farlo, è fuor di dubbio... Ma i rischi e le conseguenze per l'ambiente marino sono quelli che sono, spesso imprevedibili... E in queste riunioni organizzate per dire proprio "U mari non si spirtusa", possibile che nessuno ne parli? E da anni che lì davanti la EDISON sta "spirtusando", e, lo si sa, già più volte le autorità hanno contestato certe irregolarità nelle sue operazioni estrattive... Possibile che tutti hanno dimenticato ? E ancora un piccolo rilievo a proposito della "VEGA" dell'Edison. Sulle mappe nautiche di Marine Traffic com, dove risultano registrati in tempo reale tutti i natanti ancorati o in transito nelle acque del Canale di Sicilia tramite i segnali radio AIS da essi trasmessi, se voi volete vedere dov'è posizionata la piattaforma Vega, fareste una ricerca a vuoto... o, per restare in tema, fareste "un buco nell'acqua"... In altre parole un buco a vuoto e con non un vero "buco" come quelli che fa la "VEGA", che evidentemente un pò si vergogna e preferisce nascondere la sua posizione sulla mappa, mostrandosi così molto meno "civile", ad esempio, dell' "IKDAM", la nave piattaforma che da alcuni mesi sta operando in acque tunisine 31 miglia circa a SO di Pantelleria, e trasmette regolarmente senza alcuna vergogna il suo segnale AIS, come d'altronde è richiesto dalle norme di sicurezza marittima ai natanti che superano determinati tonnellaggi... Che la "VEGA" si sia improvvisamente rimpicciolita a nostra insaputa ? 

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