Difficile togliersi dalla mente le terribili immagini della marea nera che ha afflitto il Golfo del Messico e in particolare la Louisiana. Eppure, in Italia si pensa bene di iniziare dei sondaggi nell’Adriatico alla ricerca del poco (e di scarsa qualità) petrolio nostrano.

La zona di mare interessata è sotto la responsabilità delle regioni del Molise e dell’Abruzzo, nessuna delle quali si è opposta alle autorizzazioni ministeriali. Peccato che a pochi chilometri si trovi la riserva della Tremiti (Puglia), che vedrebbe così minacciata la propria incolumità. Durissime le reazioni delle associazioni ambientaliste, dal WWF a Legambiente, oltre che del governatore Vendola e di molta parte della società civile pugliese e italiana in genere.

Si prospetta un rapido ricorso al TAR, mentre circa decine di amministrazioni comunali si stanno riunendo per studiare anche altre possibili contromosse – fra cui un ampliamento del parco.

Intanto, la Petroceltic, forte dell’autorizzazione dei ministri Prestigiacomo e Galan, si accinge alle prime ispezioni. Le speranze di trovare pozzi sono molto alte, ma come fanno notare quelli di Legambiente, complessivamente, si stima di trovare qualcosa come 130 milioni di barili, cioè quanto consuma il nostro paese in poco più di un anno. Insomma, quantità irrisorie, a fronte di un rischio eccessivamente elevato.

11 aprile 2011
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