I soldi per trivellare nel territorio di Treviso l’ex pozzo petrolifero Agip “Nervesa”, ora di proprietà di Sound Oil, ci sono tutti. I lavori di riapertura del giacimento costeranno circa 1,8 milioni di dollari e la società, all’inizio dei lavori, ne avrà in cassa 14-15 milioni. La conferma arriva dalla stessa Sound Oil che, in un comunicato agli investitori, dichiara di aver incamerato 1,9 milioni di sterline dalla quinta e sesta tranche del collocamento azionario annunciato il 16 luglio 2012. La settima e ultima tranche verrà piazzata entro l’11 febbraio.

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Ma già prima di quella data la trivella sarà entrata in azione: il contratto di affitto dell’impianto, stipulato con LP Drilling nell’ottobre scorso, prevede che la trivella debba entrare in funzione tra il primo dicembre 2012 e il primo febbraio 2013.

Il 21 e 22 febbraio, invece, Sound Oil ospiterà a Treviso gli investitori per fargli vedere come procedono i lavori di trivellazione del pozzo Nervesa. Questo perché il pozzo trevigiano, secondo una valutazione indipendente, avrebbe un NPV (cioè un “net present value”, in italiano “valore attuale netto”) pari a 60 milioni di dollari.

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Vale tantissimo, quindi, molto di più di quanto verrà speso per metterlo in produzione ed estrarre il gas metano. Tanto che la stessa Sound Oil ammette di aver avuto diverse richieste, anche allettanti, da parte di altri operatori interessati a partecipare alla licenza. Ma le ha rifiutate tutte.

I dati tecnici del pozzo Nervesa, come di tutti i pozzi in lavorazione in Italia, sono segreti e non è dato sapere il programma dei lavori presentato da Sound Oil all’Ufficio Nazionale Miniere, Idrocarburi e Geotermia (UNMIG). Si sa solo che, nel 1994, quando Agip chiuse il pozzo annotò che per rimetterlo eventualmente in produzione sarebbe stato consigliato avviare delle attività di fracking con l’acido cloridrico. Tuttavia Sound Oil non ha mai confermato che userà questa tecnica da molti ritenuta rischiosa per l’ambiente.

17 gennaio 2013
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Angelo, giovedì 17 gennaio 2013 alle20:17 ha scritto: rispondi »

Quello che non si capisce è perchè i vari enti preposti controllino anche i peli del c..o agli imprenditori che conducano attività produttive e non, e a questa sound oil ed altre equivalenti, permettano di tener segreto come intendano sfrugugliare il sottosuolo padano con berillio, acido cloridrico, e/o altre porcherie equivalenti altamente inquinanti ! Ma ragazzi, i terremoti del 20 e 29 maggio u.s. nella bassa modenese non hanno insegnato niente ? Ma non erano state poste pietre tombali su questi trivellamenti nei ns. territori ?

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