Dopo il merito per la nascita nel settembre 2014 della più grande riserva marina del mondo nel sudest del Pacifico, tra le Hawaii e le isole Samoa, dove è stata vietata la pesca, l’esplorazione dei fondali in cerca di idrocarburi e altre attività nocive all’ecosistema marino, Obama prosegue nel suo percorso ambientalista con il riconoscimento del più alto grado di protezione ambientale per buona parte della riserva naturale dell’Arctic National Wildlife Refuge, nel nord dell’Alaska e per tutta la porzione di Oceano Artico prospiciente la riserva.

La regione dell’Artico è una delle zone più incontaminate della terra, dove vivono 42 specie di pesci, 37 specie di mammiferi terrestri, otto mammiferi marini oltre a più di 200 specie di uccelli migratori e stanziali. Un patrimonio naturale e di biodiversità davvero unico e da proteggere.

Deve averlo pensato anche Obama, che ha deciso di vietare qualsiasi tipo di trivellazione per la ricerca e la produzione di petrolio e gas. Di sicuro non lo pensano i repubblicani, che lo vedono più come una risorsa da sfruttare a vantaggio dell’economia e dell’occupazione.

Il governatore dell’Alaska Bill Walker si afferma costretto ad accelerare i tempi per le concessioni petrolifere al fine di supplire ai nuovi divieti imposti, mentre il commento di Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska e nuova presidente della commissione energia e risorse naturali del Senato americano, rivela una visione di futuro prettamente governata dalle leggi economiche:

La decisione di Obama è un attacco alla nostra sovranità e capacità di sviluppare un’economia forte che ci permetta di far prosperare i nostri figli. È chiaro che all’amministrazione non importa niente di noi, ci vede solo come un territorio.

27 gennaio 2015
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