Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ha dimenticato gli impegni assunti per la tutela dell’Artico nel corso della sua visita in Alaska, avvenuta circa un mese fa. L’amministrazione Obama ha deciso di annullare la vendita di nuove licenze per le trivellazioni offshore nel mare di Beaufort e nel mare dei Chukchi.

La notizia è stata confermata dal Dipartimento dell’Interno americano. Gli sforzi di Obama per proteggere il delicato ecosistema artico dai rischi delle trivellazioni petrolifere non si esauriscono al blocco delle nuove concessioni nel 2016 e nel 2017. Il presidente americano ha deciso di non rinnovare i vecchi contratti in scadenza con la Shell e con le altre compagnie petrolifere.

La stessa Shell nei mesi scorsi aveva annunciato i risultati poco incoraggianti delle esplorazioni condotte in acque artiche. Dopo ben 7 anni di ricerche infruttuose costate 7 miliardi di dollari la multinazionale petrolifera ha deciso di arrendersi. Se i prezzi del petrolio continueranno a restare bassi le perlustrazioni nella regione artica, contraddistinte da costi alti e risultati deludenti, non rappresenteranno un investimento vantaggioso per le compagnie energetiche.

La conclusione delle attività di perlustrazione della Shell e le attuali condizioni del mercato hanno spinto il dipartimento dell’interno americano a non concedere altre licenze alle compagnie petrolifere. La concessione di nuove licenze secondo i democratici americani sarebbe una mossa insensata in questo momento. I permessi già concessi alla Shell e alla Statoil non verranno rinnovati oltre la data di scadenza prevista nel 2020.

Una vittoria per gli ambientalisti che da tempo evidenziano i rischi delle perforazioni petrolifere nella regione artica. I ghiacciai artici garantiscono infatti lo stoccaggio di enormi quantità di gas serra e sono fondamentali per mitigare il cambiamento climatico. Inoltre l’Artico è una delle regioni della Terra più colpite dagli effetti del riscaldamento globale.

Un incidente a una piattaforma petrolifera nei mari artici sarebbe devastante per l’ecosistema, già provato dallo scioglimento dei ghiacciai causato dall’innalzamento delle temperature globali.

La decisione di Obama è stata accolta con favore dagli attivisti di Greenpeace che da tempo si battono per fermare le trivellazioni in Artico.

Le compagnie petrolifere potranno comunque impugnare la decisione o sperare in nuove concessioni da parte di altre amministrazioni meno ostili nei confronti delle fonti fossili. I repubblicani hanno già anticipato che in caso di vittoria alle prossime elezioni autorizzeranno nuove concessioni alle compagnie petrolifere attive nella regione artica.

Per questo motivo gli attivisti dell’associazione Oceana invitano a non abbassare la guardia perché l’Artico ha bisogno di un programma di tutela più ambizioso e duraturo.

20 ottobre 2015
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