Apennine Energy, costola italiana dell’inglese Sound Oil, nega di avere intenzione di usare la tecnica della fratturazione idraulica, il famigerato fracking, a Treviso nella perforazione del pozzo esplorativo Nervesa 2 Dir. Lo fa inviandoci una nota tramite la quale l’azienda afferma anche di non prevederne l’uso neanche nelle altre concessioni petrolifere di cui è titolare.

L’ipotesi del fracking deriva dal suggerimento, diretto ed esplicito, di Agip. Nel 1994 Agip scriveva nella relazione finale sul giacimento Nervesa, compilata in occasione della chiusura dei pozzi di quella concessione, che per continuarne lo sfruttamento erano da prevedere acidificazioni e da non escludere la fratturazione idraulica.

A suffragare l’associazione Nervesa-fracking, poi, c’era la volontà di Sound Oil di perforare gli stessi strati produttivi suggeriti da Agip. Tuttavia, oggi l’azienda ci scrive di non voler seguire i consigli del gigante di Stato del petrolio in merito alla fratturazione idraulica:

In riferimento alle recenti pubblicazioni in merito alle attività di perforazione previste nel Permesso denominato Carità diamo conferma che non è previsto l’utilizzo di alcuna tecnologia di fratturazione idraulica.

Vogliamo altresì confermare che non prevediamo l’utilizzo di tale tecnologia in tutte le attività di perforazione, completamento e sviluppo che la nostra compagnia prevede di svolgere nei Permessi e Concessioni presenti nel nostro portafoglio italiano.

Nei programmi di prove di produzione e completamento di futuri eventuali pozzi di sviluppo prevediamo infatti l’utilizzo di tecnologie di perforazione tradizionale.

Escludiamo quindi categoricamente l’utilizzo di tecniche di fratturazione idraulica.

Le proposte operative e raccomandazioni formulate dal precedente operatore nel 1994 non sono pertanto riconducibili al nostro programma di esplorazione e sviluppo del Permesso Carità.

Il riferimento al programma di prove di produzione e completamento non è casuale, visto che è il momento della perforazione durante il quale si dovrebbe fratturare la roccia con i fanghi speciali. E, infatti, proprio tale programma è risultato troppo poco dettagliato secondo una delle due osservazioni del pubblico pervenute in fase di Valutazione di Impatto Ambientale.

Si tratta dell’osservazione del Comitato Difesa Ambiente e Salute Nervesa che, tra altre cose, lamentava:

A pag. 78 si parla di prove di produzione, ma non vengono descritte in dettaglio. grave mancanza, in quanto implicano il flaring del gas prodotto. A pag. 159 poi si menzionano gli impatti, senza tener conto che la produzione potrebbe essere quella di acqua salata mista a gas, acqua che va smaltita come rifiuto speciale. L’effettuazione della prova di produzione con flaring deve essere subordinata ad un’analisi chimica (o cromatografica) dei gas onde evitare problemi di H2S.

Pertanto Sound Oil ha provveduto a inviare una integrazione volontaria nella quale spiega maggiormente in dettaglio la fase delle prove di produzione:

Bisogna innanzitutto ricordare che il progetto delle prove di produzione viene elaborato alla fine della perforazione sulla base dei riscontri geologici e delle prove di stato eseguite durante la perforazione stessa; dunque al termine della perforazione il progetto di completamento viene perfezionato ed è sottoposto al ministero (UNMIG) insieme al progetto delle prove di produzione; la valutazione di questi progetti avviene praticamente in tempo reale. L’esecuzione fisica delle prove è normalmente seguita direttamente dagli ingegneri dell’UNMIG.

Riguardo alla tecnologia utilizzata per le prove di produzione del giacimento Nervesa, Sound Oil elenca gli strumenti che prevede di usare:

La prova di produzione viene effettuata dopo aver smontato l’impianto di perforazione, e le attrezzature impiegate sono:

  • Valvola di blocco motorizzata per la chiusura del flusso;
  • ESD station (centralina per Emergency Shut Down, cioè per la chiusura di emergenza del pozzo);
  • Choke manifold (tubaggi di raccordo e sfogo alla fiaccolaper la chiusura di emergenza);
  • Separatore di prova;
  • Riscaldatore (disponibile);
  • Serbatoio stoccaggio reflui;
  • Fiaccola;
  • Linee di produzione q.b. fino alla fiaccola.

Per scendere in pozzo gli strumenti è impiegata una attrezzatura wire-line, cioè calata in pozzo tramite argano e cavo, e l’attrezzatura richiesta è costituita da

  • Arganello e attrezzature standard (wire-line, cioè manovrate via cavo);
  • memory gauge di fondo (strumento noto in geotecnica come data-logger, cioè registratore automatico di pressione che viene scaricato dopo il recupero).

Riguardo ai timori del Comitato Difesa Ambiente e Salute Nervesa in merito al flaring, cioè alla combustione dell’eventuale gas trovato nel giacimento durante le prove di produzione, Sound Oil specifica:

il gas erogato viene bruciato in una apposita fiaccola di sicurezza. Se dal separatore escono fluidi, questi sono immessi direttamente in una cisternetta che verrà conferita in apposito impianto per lo smaltimento; normalmente è acqua di condensa, che potrebbe contenere tracce (pochi ppm) di sali o di idrocarburi leggeri; dalle caratteristiche del gas prodotto nel pozzo Nervesa 1 si può pensare che dalle prove possano risultare nella peggiore delle ipotesi pochi litri di acqua di separazione. La durata complessiva delle operazioni è di tre-quattro giorni.

Per rispondere ad altri punti delle osservazioni Sound Oil ha prodotto altre integrazioni volontarie, dallo studio fonometrico sulle previsioni di emissioni acustiche al censimento dei pozzi di acqua dolce presenti nelle vicinanze dell’area interessata dalle trivellazioni, passando per il programma dei fanghi di trivellazione.

Che, però, sembrerebbe quello di un altro progetto visto che sui 18 fogli del documento sono stati sbianchettati tutti i riferimenti al pozzo, al giacimento, alle ditte che forniranno i materiali e la data di compilazione del documento. Si tratta, in effetti, di un “esempio di programma dei fanghi di perforazione”.

Al termine dell’iter di valutazione ambientale Sound Oil ha ottenuto dalla Provincia di Treviso la Valutazione di Impatto ambientale positiva, con alcune prescrizioni tra le quali:

  • Nel caso in cui si ravveda la necessità di perforare ulteriori pozzi esplorativi, anche a partire dalla medesima area di cantiere, essi saranno sottoposti a nuova procedura VIA.
  • L’istanza di VIA per la coltivazione del giacimento dovrà contenere una valutazione di eventuali fenomeni geodinamici (subsidenza)
  • Il proponente dovrà comunicare eventuali tecnologie che intende utilizzare per la riduzione dei reflui di perforazione e pe la riduzione dei rifiuti prodotti, sia in fase di perforazione che di allestimento/smantellamento del cantiere.
  • Per il monitoraggio delle acque di falda sia realizzato il piezometro proposto dalla ditta con l’integrazione volontaria del 22 ottobre 2012 prot. prov. 117025, posizionato a valle rispetto al sito di perforazione, lungo la direttrice di deflusso della falda.
  • Si dovranno rispettare le misure di sicurezza ed i piani e procedure di emergenza sviluppati dal proponente e approvati da UNMIG, sia riguardo ad eventi di rilievo quali risalita in superficie di fanghi di perforazione e fluidi di strato (blow-up) sia riguardo ad eventi incidentali minori (rilasci e perdite accidentali di inquinanti, anche provenienti dai macchinari in uso e/o veicoli)

Tra pochi giorni, quindi, Sound Oil sarà autorizzata a dare il via ai lavori nel giacimento Nervesa.

25 gennaio 2013
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