Torna l’allarme trivelle in Sicilia a causa di una nuova istanza di permesso di ricerca di idrocarburi, petrolio e gas naturale, questa volta su un enorme territorio che comprende anche parte della Valle del Belice, tristemente nota per il devastante terremoto del 1968.

Il permesso di ricerca, denominato “Masseria Frisella” e richiesto da Enel Longanesi Developments SRL (società posseduta da Enel Trade s.p.a.) è molto esteso: 68.166 chilometri quadrati. Interessa i comuni siciliani di Montevago, Santa Margherita Belice, (Agrigento), Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone, Monreale, Partinico, Piana degliAlbanesi, Roccamena,San Cipirello e San Giuseppe Jato (Palermo), Alcamo, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta (Trapani) e confina con un altro grosso permesso di ricerca, già concesso: il “Vita”.

Di questa richiesta si sa molto poco. Spiega Pietro Dommarco su “Altraeconomia”:

L’istanza della Enel Longanesi Developments SRL per l’ottenimento del permesso di ricerca -denominato “Masseria Frisella”, e della quale non c’è traccia sul sito Unmig del ministero dello Sviluppo Economico- risulta in realtà giacente presso gli uffici regionali del Dipartimento dell’energia dal 17 agosto 2011. 
Ma solo ora, con la pubblicazione all’Albo pretorio di alcuni dei municipi interessati, si riesce a saperne di più

Da parte della Regione Sicilia c’è stato solo un avviso diramato dall’Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia (l’URIG, che in Sicilia in virtù dello statuto speciale fa le veci dell’UNMIG nazionale). In tale avviso ci sono anche i vertici del perimetro del permesso di ricerca richiesto (la foto che vedete è indicativa e mostra solo i comuni interessati).

Quel che è certo è che la zona è a fortissima vocazione agricola con numerose eccellenze agroalimentari al suo interno. Uno su tutti l’olio DOP Valle del Belice. A due passi da dove si vorrebbe trivellare, poco a sud di Contessa Entellina, c’è la riserva naturale di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco.

L’avviso della Regione è datato 16 aprile 2012 e concede 30 giorni per la presentazione di eventuali opposizioni alla concessione del permesso di ricerca. Per bloccare le trivelle nella Valle del Belice, quindi, restano appena due settimane.

Fonti: Altraeconomia | Regione Sicilia

30 aprile 2012
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I vostri commenti
Savazzini, sabato 19 gennaio 2013 alle22:41 ha scritto: rispondi »

L'idea di trovare il petrolio sembrerebbe quasi una gallina dalle uova d'oro,dovrebbe apportare ricchezza ai paesi interessati,lavoro...in poche parole benessere.consideraNdo pero che il beneficio sarà solo di pochi eletti e che probabilmente il costo sostenuto verra' caricato sulle spalle degli utenti Enel (tutti) , considerando che le zone interessate sono ad altissimo rischio sismico sono fermamente convinto che non devono violentare i cittadini, il territorio e sopratutto la pazienza dei siciliani.

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