Trifoglio rosso: proprietà e controindicazioni

Pianta erbacea perenne molto diffusa e appartenente alla famiglia delle Fabaceae, il Trifoglio rosso (Trifolium pratense) vanta una lunga lista di proprietà e qualità curative. Può essere utilizzato come integratore sotto forma di capsula da ingerire, oppure per preparare infusi caldi da bere, ma anche come base per la preparazione di impacchi da applicare a livello topico.

I suoi benefici spaziano dall’estetica alla salute, tuttavia, come tutte le piante officinali, è sempre preferibile chiedere il parere del medico prima di intraprendere terapie o assumere integratori per periodi prolungati, anche per escludere effetti spiacevoli causati dall’eventuale interazione con alcuni tipi di farmaci.

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A possedere la maggior parte dei principi attivi sono i fiori del trifoglio rosso, vero concentrato di sali minerali e vitamine.

Proprietà benefiche

Il trifoglio rosso è un vero concentrato sia di composti fitoestrogenici sia di isoflavoni, importanti per ristabilire l’equilibrio ormonale: in particolare, tra questi ultimi composti compare la biocianina, successivamente trasformata in genisteina che rappresenta uno dei fitoestrogeni con il maggiore potenziale antiossidante. Tra le vitamine contenute in questa pianta figurano la A, la B12, la E, la K e la C. Anche il contenuto di calcio, fosforo, potassio, magnesio e cromo è molto elevato.

Grazie al suo prezioso contenuto, il trifoglio rosso contrasta i radicali liberi e vanta un grande potere antiossidante. Assunto come infuso aiuta a limitare l’invecchiamento cutaneo ma si rivela utile anche per lenire i disturbi legati a raucedine, tosse e bronchite. Effetti benefici possono essere ottenuti anche per alleviare il fastidio determinato dalla gastrite e per risolvere disturbi intestinali, come la diarrea.

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Applicato sulla pelle sotto forma di impacco o più semplicemente attraverso una garza imbevuta, l’infuso favorisce la guarigione delle ferite stimolando la rigenerazione cellulare, agendo positivamente anche per curare comuni irritazioni.

Un aiuto per la sindrome premestruale

Gli effetti positivi del trifoglio rosso riguardano anche alcuni disturbi femminili molto comuni: assunto come integratore, ma anche attraverso una tazza di tisana, questa erba è in grado di alleviare tutti i più comuni sintomi relativi alla sindrome premestruale, come il gonfiore e la tensione al seno, ma anche di eliminare o rendere meno fastidiose le manifestazioni che accompagnano il periodo della menopausa grazie all’azione benefica degli isoflavoni a livello ormonale.

Controindicazioni

Se assunto secondo le indicazioni del proprio medico e seguendo le dosi consigliate, il trifoglio rosso non genera effetti collaterali di rilievo. Al contrario, in caso di sovradosaggio possono verificarsi reazioni cutanee di vario tipo, accompagnate da cefalea e nausea.

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L’assunzione di preparati a base di questa pianta sono sconsigliati in gravidanza e in tutte le condizioni che necessitano una limitazione degli effetti estrogeni, quindi anche se si è in cura per patologie tumorali che riguardano il seno o l’apparato genitale femminile, o anche in caso di endometriosi o presenza di fibromi all’utero.

Da prendere in considerazione, inoltre, sono i possibili effetti collaterali provocati dall’uso di alcuni farmaci in concomitanza con gli estratti di trifoglio rosso: si parla di medicinali anticoagulanti, come accennato estrogeni e contraccettivi.

6 settembre 2017
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