Il Treno Verde, campagna che da anni Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane portano avanti lungo le rotaie del Paese, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, ritorna anche per il 2016. Partirà da Novara il 26 febbraio e terminerà il suo viaggio a Cosenza il 9 aprile, in 11 tappe lungo lo stivale per parlare di rigenerazione urbana, smart city e di inquinamento atmosferico e acustico.

Ritorna il ruolo di monitoraggio del convoglio, che aveva avuto una pausa l’anno scorso. Nel 2015 si erano trattati i temi dell’agricoltura sostenibile in occasione di EXPO 2015. La collaborazione con lo Studio SMA e con Gemmlab e il contributo scientifico de La Sapienza e del CNR permetteranno di portare avanti un innovativo sistema di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico in postazioni sia fisse che itineranti. I dati confluiranno in uno Smart Data Center dal quale verranno estratte delle mappe interattive.

Sono 4 le carrozze che viaggeranno in tutto il Paese, oltre che per valutare la qualità dell’aria delle nostre città, anche per far conoscere le buone pratiche che tanti centri urbani hanno messo in pratica in termini di energia pulita, mobilità dolce, edilizia sostenibile. Una carrozza affronterà il tema dei cambiamenti climatici a livello globale; un’altra si concentrerà sulle realtà urbane; altre due saranno dedicate ai quartieri a basse emissioni e ad alta qualità di vita e ai condomini, dove i cittadini vivono in maniera sempre più smart.

Il treno ha lo scopo di far conoscere questi temi e creare discussione, tra gli studenti delle scuole (elementari e medie) e tra i cittadini. La mostra per questo è aperta tutti giorni per le visite delle classi, ma anche delle famiglie e di chiunque sia interessato ad approfondire questi argomenti.

La campagna è stata presentata ieri mattina. Presenti Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini, rispettivamente presidente e amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e Barbara Degani, sottosegretario del Ministero dell’Ambiente. La partenza è prevista invece per il 26 febbraio da Novara, dove il Treno Verde rimarrà fino al 29. Seguiranno le tappe di Pavia, Treviso, Piacenza, Modena, Pesaro, Roma (Termini), Salerno, Barletta, Potenza (Centrale) e Cosenza, dove il viaggio terminerà il 9 aprile.

Questo percorso arriva ad hoc in un momento in cui il tema dell’inquinamento atmosferico coinvolge parecchio l’opinione pubblica. A dicembre moltissime città italiane, soprattutto al Nord, hanno vissuto un’emergenza davvero preoccupante. I livelli di PM10 misurati hanno superato quasi ogni giorno i limiti imposti dalla legge europea (50 µg/m3). Il limite massimo dei 35 giorni di sforamento che prevede la normativa, sono stati superati sistematicamente e il 2016 è iniziato con gli stessi problemi della fine del 2015.

I dati della campagna di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio” rivelano che a poco più di 50 giorni dall’inizio dell’anno, ci sono città che sono già vicine a superare nuovamente il limite dei 35 giorni di sforamento: Venezia e Frosinone sono in testa in questo senso con 28 giorni in cui il limite giornaliero è già stato superato; seguono Treviso e Torino con 27 giorni e Padova, con 26, solo per citare i casi peggiori. Serve un netto cambiamento, come spiega Rossella Muroni:

È indispensabile ripartire dai centri urbani avviando una riqualificazione urbana, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente, ripensando al sistema della mobilità, facendo scelte innovative per farle uscire dall’immobilismo attuale in cui si trovano.

Il Governo, sulla base degli impegni presi a livello internazionale con la COP21, intraprenda dunque interventi mirati per stare al passo delle altre città europee, ma soprattutto delinei una strategia nazionale per la qualità dell’aria, un piano per la mobilità nuova in città accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti su scala locale e urbana.

Da parte sua Renato Mazzoncini ha spiegato come il Governo si stia spendendo per dare alla rotaia un ruolo di primo piano nel panorama della mobilità nazionale:

Ben 17 miliardi di euro, stanziati attraverso le Leggi di Stabilità 2015 e 2016 e il decreto Sblocca Italia, aiuteranno il Paese a dotarsi di infrastrutture innovative e sicure, per migliorare l’efficienza degli spostamenti quotidiani e cambiare l’esperienza di viaggio di milioni di persone.

Con la riforma del trasporto pubblico locale e un quadro regolatorio stabile, attualmente allo studio del Governo, potremo presentare un piano industriale che riassegni al trasporto regionale la priorità che si merita. Nel frattempo continuiamo l’opera di rinnovo dei convogli, con 365 nuovi treni consegnati dal 2009 ad oggi e una maxigara da 4,5 miliardi per l’acquisto di 500 nuovi treni per i pendolari.

24 febbraio 2016
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