Si tratta di uno dei mezzi di trasporto che ha caratterizzato l’irrompere della modernità, mutando probabilmente la stessa concezione di Mondo delle persone; il treno, alle origini era un mostro che sputava fumo, mangiava carbone e inquinava senza pietà. Dopo l’innovazione dei treni elettrici, però, lo spostamento su rotaie è diventato un’alternativa particolarmente ecologica per i nostri spostamenti. La differenza come impatto di emissioni di CO2 (per assumere soltanto un fattore tra i tanti) tra un viaggio in auto o peggio in aereo e uno in treno è notevolissima. Un Paese moderno, quindi, non può fare a meno di un servizio ferroviario competitivo.

L’Italia, in questo senso, è però lontana dall’essere un “Paese moderno”. Lo dice l’esperienza quotidiana di pendolari o le “avventure” che ognuno di noi si trova a fronteggiare se decide di partire in vacanza in treno. Lo dicono, però, anche autorevoli inchieste internazionali. Un articolo de Il Fatto Quotidiano ne ha di recente messi alcune in luce, fra cui quella del 2012 svolta dal Boston Consulting Group. Si trattava di misurare le prestazione delle rete europee, sulla base di tre fattori: intensità d’uso, qualità del servizio e sicurezza d’uso. Risultati? Ai primi posti leggiamo: Svizzera, Francia, Germania, Svezia e Austria. L’Italia è appena dodicesima.

Stesso risultato ottenuto, fra l’altro, nella speciale classifica sulla sicurezza stilata da European Railway Agency.

È poi noto, come, da anni le Ferrovie dello Stato investano molto più sull’alta velocità che sui brevi tratti Regionali. Come ha rilevato Legambiente, il quest’ultimo settore risulta essere quello in condizioni più penose. Colpa dell’amministrazione delle FS, ma anche delle Regioni che investono poco e spesso pagano in ritardo.

La situazione che emerge è quella di un Paese dove i treni hanno subito i rincari più forti d’Europa, ma né il servizio è migliorato, né l’incidenza degli investimenti statali, soprattutto quelli centrali, è calata. Un ritratto desolante, che segnala i ritardi infrastrutturali e la miopia politica della nostra classe dirigente. In conclusione, non possiamo non ricordare i termini con cui i NO TAV si oppongono alla nuova linea ad alta velocità Torino-Lione, auspicando investimenti piuttosto nelle ferrovie locali: a prescindere dalla retorica di chi difende una grande opera in nome del risparmio energetico e del benessere ecologico che i treni fornirebbero, andrebbe ricordato quanto poco faccia la stessa gente per favorire un rifiorire del tessuto ferroviario a livello regionale.

20 settembre 2013
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mex silvio, venerdì 20 settembre 2013 alle20:12 ha scritto: rispondi »

in termini di servizio sicuramente si..!!!! IN TERMINI DI SICUREZZA...SE SI ADOTTANO LE NORMATIVE IN VIGORE NO..!!! SONO TRA LE MIGLIORI ...COSTOSE ..MA TRA LE MIGLIORI..!

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