Trasporto pubblico Roma: ATAC, chiesto il fallimento in tribunale

Spettro del fallimento sempre più reale per ATAC, l’azienda per la mobilità che gestisce buona parte del trasporto pubblico a Roma. Una delle aziende che forniscono carburante alla municipalizzata sembra abbia depositato in tribunale un’istanza affinché l’Agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma venga dichiarata “insolvente”. A riportarlo è il quotidiano Il Messaggero, le cui indiscrezioni sono state riprese dalle principali agenzie di stampa.

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Nessun nome avanzato in merito a chi avrebbe inoltrato l’istanza di insolvenza, ma secondo quanto viene riferito l’azienda coinvolta vanterebbe un credito “a sei zeri” nei confronti di ATAC. Restano a questo punto 30 giorni al giudice per esprimersi in merito alla richiesta, mentre la municipalizzata del trasporto pubblico romano è di fronte al concreto rischio di proceduta fallimentare.

Il tutto mentre sono state depositate anche le dimissioni del numero due Antonio Giraudi. Mentre da alcune parti si teme un effetto a cascata, dalla sponda 5 Stelle sembrerebbero arrivare rassicurazioni relative all’opportunità di accelerare il cambiamento in atto.

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A sostegno degli oltre 11 mila dipendenti dell’azienda di trasporti è intervenuta l’USB (Unione Sindacale di Base), che ha annunciato un sit-in di fronte alla sede ATAC per giovedì 7 settembre. Il rischio per i cittadini romani è un’ondata di scioperi da mettere in atto tra gli ultimi giorni d’estate e l’arrivo dell’autunno:

Il futuro dell’azienda ATAC, contro ogni previsione, sembra essere sempre più incerto. La scelta della sindaca Raggi di procedere verso il concordato, sventolato come unica alternativa al risanamento dell’ingente debito dell’azienda municipalizzata di Roma, desta non poche perplessità. Rimettendo le sorti dell’azienda nelle mani di un tribunale, quale responsabilità si sta assumendo la giunta pentastellata nei confronti dei cittadini e degli oltre 11.000 lavoratori di ATAC che già pagano tutti i giorni per la mala gestione politica di un servizio pubblico? Gli stessi che hanno espresso in massa parere favorevole all’impegno assunto in campagna elettorale di mantenere pubblici i servizi essenziali alla cittadinanza e che oggi si sentono traditi da una scelta piena di insidie, maturata oltretutto senza il confronto con il consiglio comunale e con le parti sociali.

1 settembre 2017
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