Le vetture d’epoca, le auto e i furgoni omologati euro O, euro 1 ed Euro 2 con motore benzina o diesel potranno essere trasformati in auto elettriche. La conversione è disciplinata dal decreto retrofit sulla trasformazione dei veicoli a motore endotermico in veicoli elettrici pubblicato l’11 gennaio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale.

I veicoli a benzina o diesel potranno essere trasformati in auto elettriche aggiungendo un pacco batterie, un motore elettrico con convertitore di potenza e l’interfaccia per la ricarica. L’Adiconsum ha espresso soddisfazione per la pubblicazione del decreto retrofit spiegando che si tratta di un primo passo importante per incentivare la mobilità elettrica.

In una nota il presidente nazionale Pietro Giordano ha però ricordato che l’Italia ha accumulato gravi ritardi sul fronte dell’e-mobility. Giordano ha spiegato che mentre in Nord America il dibattito attualmente è incentrato sullo smaltimento delle batterie a fine vita in Italia si sta ancora discutendo dell’inadeguatezza delle infrastrutture di ricarica.

Adiconsum invoca una strategia più incivisa per incoraggiare la mobilità sostenibile. In un’audizione presso l’AEEGSI l’associazione dei consumatori ha chiesto di ridurre le tariffe per la ricarica delle auto elettriche e ampliare la rete di colonnine. Secondo Adiconsum la ricarica delle auto elettriche nelle stazioni di rifornimento deve essere rapida, facile ed economica.

I proprietari di veicoli a zero emissioni devono inoltre riuscire a ricaricare facilmente il mezzo anche a casa. Per centrare questo obiettivo Adiconsum invita l’Autorità per l’energia a semplificare l’iter per l’installazione di nuovi contatori e le procedure per l’aumento della potenza.

Per premiare i cittadini che hanno compiuto una scelta sostenibile infine occorre rivedere il Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricarica dei veicoli Elettrici, attualmente inadatto a rispondere alle esigenze dei consumatori. Giordano plaude alle molteplici iniziative avviate dagli enti locali per promuovere la mobilità elettrica tra cui l’esenzione dal pagamento del bollo; i parcheggi gratuiti; il libero accesso alle ZTL e alle corsie preferenziali.

A fronte di questi progressi purtroppo Adiconsum registra anche inspiegabili passi indietro. A suscitare il malcontento dell’associazione dei consumatori di recente è il ritardo accumulato per l’apertura della stazione di ricarica sulla A1, all’altezza della barriera di Roma Sud. I lavori sono stati ultimati, ma la stazione è ancora chiusa con gravi disagi per i proprietari delle auto elettriche.

14 gennaio 2016
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I vostri commenti
Riccardo, mercoledì 3 febbraio 2016 alle12:21 ha scritto: rispondi »

Il costo della trasformazione dipende tutto da cosa si vuole ottenere in termini di prestazioni e di autonomia e di tipo di installazione. Solo per dare un'idea si può scegliere di montare due HUB motor (motori-ruota) che si trovano sicuramente con potenze fino a 7 KW rimuovendo motore, cambio, differenziale, frizione, volano, ... radiatore, oppure sostituire il motore a combustione con un motore elettrico tenendo gli organi di trasmissione e di questi se ne trovano tranquillamente fino a 30 KW; se la macchina ha servosterzo e servofreno a depressione serve anche un depressore per continuare ad usarli. Poi servono il controller (o due nel caso degli hub motor), le batterie (LiFePO4 a mio parere sono le migliori), un sistema di controllo delle stesse (BMS), un DC/DC converter per alimentare l'impianto della macchina a 12 V a partire dalla tensione di batteria, un caricabatterie. Non voglio fare pubblicità per cui non scriverò marchi o siti dove fare gli acquisti, ma prestate MOLTA ATTENZIONE a cosa di compra e dove, ci sono tantissimi venditori assolutamente impreparati, costruttori improvvisati se non addirittura truffatori e prendere una fregatura è facilissimo. Senza citare marchi comprate i controller e forse anche i motori in California con fabbrica Cina, le batterie a Taiwan, la BMS in USA (ci consiglio la versione miniBMS distribuita) e prestate molta attenzione al caricabatterie, difficile a credere, ma potrebbe essere il problema maggiore, vi serve un prodotto affidabile, superprotetto e assolutamente progettato per non prendere fuoco in nessun caso (normalemnte lo dovete lasciare acceso tutta la notte in un garage non presidiato).

Riccardo, mercoledì 3 febbraio 2016 alle11:53 ha scritto: rispondi »

Se loro se ne rendono conto o no mi interessa, io me ne rendo benissimo conto e il mio progetto è pronto da anni. Mi serviva solo la possibilità di rendere legale la trasformazione e se questo decreto lo consente CORRO!!!!

Ulrich Schwotzer, sabato 16 gennaio 2016 alle19:12 ha scritto: rispondi »

La ditta di scelta sarebbe la BRUSA Elektronik AG in Svizzera da sempre all'avvanguardia riguardando sistemi di trazione elettrica.

Marcello Pegoretti, sabato 16 gennaio 2016 alle11:40 ha scritto: rispondi »

Ma al ministero non hanno proprio niente altro da fare? Si rendono conto di cosa vuol dire simile modifica ?

Silvano Ghezzo, giovedì 14 gennaio 2016 alle23:43 ha scritto: rispondi »

A parer mio, manca un dato molto importante, ovvero il costo della trasformazione, per vedere se conviene effettivamente farla, o se invece costa meno comperare direttamente un'auto elettrica nuova.

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