Trasformare l’acqua in oro, la scommessa di una startup francese

No non è la trama di un romanzo fantasy o di qualche manga, stiamo davvero parlando di una tecnologia capace di estrarre oro dall’acqua. Acqua sporca, fra l’altro, per lo più scarto di produzioni industriali, come quelle di prodotti elettronici ad alta tecnologia.

Una startup francese dichiara, infatti, di aver scoperto come estrarre i metalli, dal platino all’oro, fino al più povero mercurio, dissolti nell’acqua. Molti metalli nobili sono infatti utilizzati nell’industria elettronica per le particolari capacità conduttive. Ora, se esistono già dal XIX secolo tecnologie capaci di farli precipitare dalle soluzioni acquose in cui sono disciolte, nessuna di tali tecniche permetteva di ottenere tali materiali a prezzi interessanti. Se l’estrazione dall’acqua, infatti, è meno redditizia di quella classica, il gioco non vale la candela.

La scommessa della piccola azienda francese è quella proprio di aver trovato un metodo economico per ottenere il risultato e un tipo di “acque” estremamente ricche di oro, platino e rodio e parimenti a buon mercato (le già citate acque di scarto).

La metodologia inventata è teoricamente semplice e funziona in maniera non dissimile dai vecchi setacci con cui i cercatori d’oro ricavavano la preziosa polvere gialla dai fiumi dell’Alaska di londoniana memoria. Ma dato che qui parliamo di un ordine di grandezza infinitamente più piccolo del granello di polvere, il “setaccio” è stato aggiornato ai più moderni materiali plastici, creando un filtro in cui quasi tutte le particelle di metallo restano catturate.

Una tecnologia che, a bene vedere, non solo riesce a riciclare parte di questi preziosi metalli, ma anche a ridurre l’impatto ambientale delle acque reflue: un effetto da non sottovalutare in chiave ecologica.

29 ottobre 2012
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