Le transaminasi alte sono dei valori che vengono rilevati dal medico nel corso di specifici esami diagnostici, mediante analisi del sangue. L’aspartato aminotransferasi, AST, e l’alanina aminotransferasi, ALT, sono due enzimi che, in condizioni fisiologiche, sono presenti nel sangue in minima quantità: 10-40 U/l nell’uomo e 5-35 U/l nella donna, 10-55 U/l negli adulti rispettivamente. Mentre in caso di infiammazione cellulare, che causi il danno della membrane delle cellule, i due enzimi vengono rilasciati nel circolo sanguigno. Le transaminasi ALT e AST sono diversamente espresse nelle cellule dei nostri organi: la prima è presente quasi esclusivamente nel fegato, mentre la seconda anche nelle cellule del miocardio, nei reni e nei muscoli scheletrici.

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 Cause delle Trasaminasi Alte

Pur essendo diverse le cause che possono causare un aumento delle transaminasi, è più comune che l’elevata concentrazione di questi enzimi sia causata da una sofferenza del fegato, come ad esempio cirrosi, epatite B o C, eccessivo accumulo di grassi nell’organo, mononucleosi infettiva, abuso di alcol o impiego di alcuni farmaci. Più rare sono le malattie muscolari.

Sono anche frequenti i casi di transaminasi alte dovuti a sovrappeso, e sovraccarico del fegato per abuso di bevande alcoliche e cibo spazzatura.

In ogni caso, la diagnosi spetta al medico che potrebbe, qualora venisse rilevata sofferenza epatica e a seconda della sua natura, consigliare alcuni accorgimenti in merito allo stile di vita e nella dieta quotidiana.

Transaminasi alte: stile di vita

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Alcuni accorgimenti per lo stile di vita possono incidere positivamente su tutto l’organismo:

  • regolare esercizio fisico, ad esempio una camminata a passo veloce di circa 30 minuti al giorno;
  • il consumo di almeno 8 bicchieri di acqua al giorno;
  • smettere di fumare;
  • eliminare, o almeno limitare fortemente, l’uso di bevande alcoliche.

Transaminasi alte: cosa mangiare

Seguire una dieta sana e varia basata sul modello della dieta mediterranea è senz’altro un approccio efficace per alleggerire il fegato e, non ultimo, il metabolismo in genere. Queste le principali regole a cui attenersi:

  • assumere le calorie quotidiana dal 55-60% di carboidrati, 10-15% di grassi e 25-30% di proteine;
  • preferire i carboidrati, pasta, riso e altri cereali integrali, perché ricchi di fibra alimentare;
  • assicurarsi l’apporto proteico quotidiano preferendo soia e altri legumi, 1-2 uova a settimana e 50 g di formaggio fresco in 1-2 pasti settimanali, e limitare o, a seconda delle scelte personali anche eliminare, l’impiego di proteine animali, soprattutto da carni rosse e lavorate preferendo eventualmente il pesce azzurro;
  • assumere grassi “buoni” e preferire dunque l’olio extravergine di oliva per condire e cucinare, assicurarsi un buon apporto di acidi grassi essenziali con 2-3 noci al giorno.
  • evitare o comunque limitare l’assunzione di alimenti fritti o conservati;
  • consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, 3 contorni da 250 g l’uno e 3 frutti da 150 g ognuno.

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A questi accorgimenti andrebbe aggiunto di limitare l’impiego di alimenti pronti e conservati, anche da forno: è preferibile una porzione di pane al naturale, senza olio e sale, a un pacchetto di crackers o altri snack.

Bilanciare le Transaminasi: tisana al tarassaco per il Fegato

Il tarassaco, Taraxacum officinale, è una pianta erbacea che cresce spontanea nei nostri prati, nota da tempo come rimedio fitoterapico per le sue proprietà disintossicanti e diuretiche. La tarassicina, il principio attivo, favorisce il regolare funzionamento del fegato, stimolando anche la produzione della bile e lo svuotamento della cistifellea. La tisana, assunta la mattina e la sera, associata a una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo, è un rimedio naturale efficace in caso di sofferenza epatica. Bere una tisana due volte al giorno, inoltre, favorisce il mantenimento di una regolare idratazione corporea.

20 aprile 2017
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